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Catechismo con “tessera fedeltà”. Il parroco difende la sua scelta per accedere ai sacramenti

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Nel comasco, Don Angelo Fontana timbra di volta in volta le presenze al catechismo e alla messa. Gli assenteisti sono "puniti". Polemiche sui social contro il sacerdote

Una vera e propria “tessera fedeltà”, molto simile a quelle dei supermercati, che però non garantisce sconti sulla spesa, ma la possibilità per i bambini di ricevere i sacramenti: l’idea è di don Angelo Fontana, responsabile della comunità pastorale di Lurate Caccivio, nel Comasco, e sta facendo molto discutere.

La regola dei “due terzi”

In sostanza i bambini devono presentare la tessera per ricevere il timbro che ne attesti la presenza al termine di ogni Messa e di ogni lezione di catechismo. Chi non arriva ai due terzi dei timbri non può iscriversi alla catechesi per l’anno successivo, né accedere ai sacramenti (La Repubblica, 2 ottobre).

«Questa tessera – scrive il parroco – ti aiuta a verificare la fedeltà a Gesù e a prendere con serietà tu con i tuoi genitori il cammino di iniziazione cristiana che avete scelto di intraprendere in questo anno. Ricordo che se non ci sono i due terzi delle presenze non sarà possibile accedere al cammino dell’anno successivo».

Utenti divisi su facebook

I bambini forse l’hanno presa come un gioco, ma non mamme e papà che si sono scatenati in una serie di polemiche che ovviamente sono finite nel tritacarne social (Il Giorno, 3 ottobre).

«La tessera dove apporre i timbri per la frequenza alla Messa mi mancava. Poi sono le altre religioni a essere estremiste» commenta ironicamente qualcuno sul gruppo Facebook “Sei di Lurate Caccivio se“, postando le foto del foglio ricevuto dai bambini e delle istruzioni per l’uso, in cui si specifica che «se partecipi alla Messa fuori Lurate Caccivio, chiedi al don che celebra che ti metta una sigla nell’apposita casella oppure porta alla catechista il foglio della S. Messa a cui hai partecipato».

Altri commenti sono positivi, come quello di un catechista che lamenta la scarsa partecipazione ai corsi.

“Un gioco e un monito per i ragazzi”

Dopo il clamore mediatico, è arrivato l’intervento del sacerdote ai microfoni della tv locale EspansioneTv (3 ottobre). «Sono prete da 25 anni e non ho mai negato i sacramenti», spiega Don Angelo, quello della tessera è «un gioco per responsabilizzare i ragazzi»..

«In realtà – spiega il prete di Lurate – si tratta di un’idea per accompagnare i ragazzi nel cammino di iniziazione cristiana, che porta poi a ricevere i sacramenti. Una tessera “birichina”, l’ho chiamata, perché i ragazzi – sottolinea il parroco – la prendono quasi come se fosse un gioco: corrono da me per farmi timbrare. Ma al tempo stesso, per loro, è anche un monito: quando vedono le caselle bianche evidentemente si accorgono di non aver fatto le tappe di questi cammino. E’ un metodo per responsabilizzare loro, in primis, e poi anche le famiglie, chiamate ad accompagnare i ragazzi in questo percorso».

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