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Anche a Recco è custodita una spina della Corona di Gesù

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Ecco la mappa dei luoghi in Italia dove vengono conservate le Sacre Spine

Nella chiesa di “Nostra Signora delle Grazie“, a Megli, sulle alture di Recco (Genova), è conservata una reliquia molto venerata. Si tratta di una presunta spina che apparteneva alla corona di Gesù.

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Chiesa di "Nostra Signora delle Grazie"

45 millimetri

La spina sarebbe stata portata a Recco da Fabiano e Giulio Ageno, recchesi e Capitani di galea di ritorno dalle Crociate, ed è collocata in una teca su un altare della chiesa. La spina è alta circa 45 millimetri ed molto sottile.

La festa della Santa Spina si celebra il lunedì di Pasqua. Ma la reliquia viene esposta anche in altre occasioni particolari (www.culturainliguria.it).

Il prodigio dei marinari

Il Santuario conserva anche un quadretto, in legno dipinto e dorato, che raffigura la Madonna con il Bambino in braccio e un melograno, simbolo cristiano della Passione di Cristo. Vuole la leggenda che un armatore trovandosi in una citta delle Fiandre abbia acquistato la statua spinto da un misterioso presentimento. Durante il viaggio di ritorno la sua imbarcazione si era bloccata senza motivo proprio dinanzi alla scogliera su cui si trovava la cappella della Misericordia. II prodigio avrebbe indotto il navigante a lasciarvi in dono la statua e, così fatto, egli potè proseguire senza inconvenienti.

La chiesa ospita una collezione di circa venti ex voto, perlopiù settecenteschi offerti da marinai e naviganti (Secolo XIX, 1 ottobre).

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Il dipinto della Madonna col Bambino nella Chiesa di Nostra Signora delle Grazie

La “mappa” delle Sacre spine

Tornando alle presunte spine della corona di Gesù, in Italia se ne conserverebbero in numerosi luoghi, anche se è difficile accertare l’autenticità della gran parte di esse.

Ecco i luoghi dove sono custodite ed oggetto di una forte venerazione. A Pisa (Santa Maria della Spina), Roma (chiesa di Santa Croce in Gerusalemme), Palermo (chiesa del Carmine Maggiore), Cremona (cattedrale – donate dal papa Gregorio XIV, già vescovo della città per trent’anni), Pizzighettone (donata da Francesco I), Padova (ben tre spine custodite presso la Basilica di sant’Antonio), Vicenza (chiesa di Santa Corona), Cagliari (donata alla Cattedrale di Santa Maria da Clemente VII), a Ravenna nel museo arcivescovile (museo del duomo della città) dove due spine della corona sono custodite all’interno di una croce, al secondo piano dell’edificio, in Polesine presso la Chiesa Parrocchiale di Costa di Rovigo, Voghera (duomo)

La tradizione attribuisce alla Corona di Gesù anche spine custodite nella cattedrale di Sezze (Latina), la chiesa di S. Giorgio a Montechiaro d’Acqui (Alessandria), la Chiesa dei Lumi di Sant’Elpidio a Mare, la Chiesa di Sant’Agostino a Fermo, la chiesa di Santa Maria Maggiore di Vasto, la chiesa di San Barnaba di Milano (tre spine donate da Carlo Borromeo, la chiesa di santa Maria Assunta a Sabbioneta (Provincia di Mantova), il Convento della Sacra Spina di Petilia Policastro (Crotone), la Chiesa di Santa Maria Assunta a Colle di Quarrata, la Basilica di San Nicola di Bari, la Chiesa di San Gaetano a Barletta, la Cattedrale di Andria, il Museo degli argenti nella Basilica Cattedrale di Ariano Irpino, nella parrocchia di Santa Maria del Cerro a Cassano Magnago, nella parrocchia di S. Maria in campagna a Torre Pallavicina (BG), a Meleti (Lodi – dal 1682-, prima nella chiesa di San Barnaba di Milano), Montefusco in provincia di Avellino, a Cusano Mutri in provincia di Benevento, nel santuario di Petilia Policastro, a Giffoni Valle Piana, in provincia di Salerno, a Santa Caterina, un piccolo paese di montagna in Provincia di Vicenza, a Vanzone con San Carlo (VB), nel Santuario della Beata Vergine del Rosario di Pompei, nella chiesa di San Pietro Martire ad Ascoli Piceno e a Noto in Sicilia, dove si porta in processione ogni venerdì Santo sin dal 1295.

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