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Bimba di 6 anni si prende cura del padre invalido. Succede in Cina ma commuove il mondo

JIA JIA

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Paola Belletti - pubblicato il 04/10/18

Questa storia ha fatto il giro del web e dei cuori di tutto il mondo. Una figlia che si occupa del padre paralizzato a causa di un incidente. Speriamo che ottenga aiuti e sostegno e non solo like

I Cinesi sono tutti uguali, così sembrano almeno. A scanso di equivoci e per stroncare sul nascere uno sciocco rimbalzo di luoghi comuni possiamo dire che anche noi caucasici sembriamo praticamente tutti identici ai nostri fratelli asiatici. Invece ogni persona, ogni storia, ogni famiglia è diversa, di qua e di là degli Urali.

Dal popolo cinese ci è giunta via web questa storia, davvero singolare e commovente; su uno dei social network più utilizzati entro i loro vastissimi confini è diventata una storia virale, seguitissima.

480mila sono i follower che leggono trepidanti ed entusiasti i post, le foto, le storie che questo uomo racconta di sé, della propria vita e di lei.

La piccola, grande Jia Jia è sua figlia. Lui è Tian Haicheng, ha 40 anni e vive nella provincia di Ningxia con la piccola che di anni ne ha solo sei. Ma è da quando ne ha 4 che si prende cura di lui; da quando la mamma se n’è andata con il fratello maggiore, che lei amava tanto e che le manca tantissimo. La mamma invece no, non le manca affatto dice. E il motivo è presto detto: perché non cura più il papà da quando è rimasto così gravemente menomato dopo un incidente in macchina. E’ paralizzato dal petto in giù da allora e dopo soli due mesi la donna se ha preso armi, bagagli, figlio maggiore e n’è andata. Diceva che sarebbe stata da sua madre per poco invece è sparita, riferisce l’uomo.


ROBERTO MOLINARI

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Così la giornata di Jia Jia inizia alle 6 della mattina con la ginnastica che fa fare al papà, i massaggi, la doccia e il resto. E poi corre a scuola.

Dopo la scuola, lo imbocca per la cena, e lo aiuta a fare altri esercizi in casa. Durante la giornata, con il papà ci sono i nonni. «Non mi sento mai stanca di prendermi cura di papà» ha detto la bambina a «Yangtzi Evening News». (Corriere)

Ha imparato a fargli la barba senza ferirlo ora e ne va fiera.

(…) gli rade la barba. “All’inizio non sapevo radere papà e lo ferivo, ma adesso sono diventata brava”, racconta la piccola alla testata britannica Metro. La madre? Non le manca. “Mi manca mio fratello, a cui ero molto legata. Mamma no, perché non si prende più cura di papà”. (Unione Sarda)

Mentre la bimba è a scuola ci sono i nonni ad occuparsi di Tian e così anche nella Cina moderna, lontana per latitudine e cultura da noi e dal nostro modo di pensare, si scopre che la famiglia sa farsi fortezza, che non c’è walfare perfetto e provvidente quanto i nonni e i propri cari, quelli che restano.

E scopriamo che il cuore dell’uomo è come sempre attraversato da un ponte altissimo da far venire le vertigini che si affaccia di qua sull’abisso dell’indifferenza, del disprezzo, dell’ingiustizia e di là verso vette alte e splendenti di generosità, abnegazione, amore concreto ed eroico. Uno spirito grande può abitare in pochi centimetri e fare di una bimbetta un vero gigante. Mentre una donna adulta che avrebbe avuto il tempo di maturare e imparare a resistere alle avversità scappa come una ladra e mostra così la propria vera statura, infima.


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Chissà però che invece, leggendo la storia di sua figlia e di suo marito sui social, non si lasci commuovere a sua volta e non si senta di nuovo anche lei capace di amore vero e coraggioso. Potrebbe scoprire una felicità che non sospetta.

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