Aleteia logoAleteia logo
Aleteia
domenica 19 Settembre |
Notre Dame de la Salette
home iconFor Her
line break icon

No, cara Lory, non sarà il confessionale del Grande Fratello a curare il tuo dolore

LORY DEL SANTO

Verissimo

Annalisa Teggi - pubblicato il 01/10/18

Potrà portare a immagini sghembe e misere come quelle di una donna distrutta da un lutto indicibile che rovescia tutto il suo irrisolto davanti all’occhio meccanico di una telecamera, chiamata col più empatico dei nomi umani … «fratello».

Il Grand Canyon

Nell’intervista a Verissimo la Toffanin arriva a toccare il nervo scoperto, quella domanda che tutti si fanno: come può una madre sopportare non solo la morte di un figlio, ma due. Poi aggiunge: «Credi in Dio?».


VIAGGIO, PADRE, FIGLIO

Leggi anche:
Non avere paura, figlio mio, questo cammino lo facciamo insieme

La risposta di Lory Del Santo è un annaspare di intuizioni che s’infrangono tra l’astratto e il sentimentale, per nulla fuori luogo o insensate, eppure manchevoli di un cemento che dà sostegno. La fede, a suo dire, è uno dei tanti aiuti che soccorrono quando la vita colpisce duro; non è una casa in cui vivere, ma piuttosto un “siero” per lenire il dolore o anche un supporto, quando manca l’equilibrio

Io credo che abbiamo bisogno di stampelle, quando non hai più le gambe. Tutto può aiutare anche la fede. (Ibid)

Ha ragione, siamo manchevoli; anche senza che tragedie gravi come la sua che ci colpiscano, il nostro “corpo” non cammina da solo. Ma la fede è proprio straordinaria perché non è la stampella che viene dopo l’incindente, ma parla dell’ abbraccio che ti ha accolto da prima del concepimento. Nessuno critica il dottore che cura dopo che ti sei fatto male, ma che dire di un Padre che, conoscendoti da prima di tutti tempi, ha predisposto per  te l’alveo di un fiume con argini sicuri, pur lasciando alla tua corrente di correre libera? Molti si avvicinano alla fede nei momenti cupi della vita, perché intensificano il nostro sguardo e non come toccasana momentaneo. E’ nei momenti difficili che, insieme alla sofferenza, guadagnamo una vista più a fuoco, anche su quella mano tesa al nostro cuore che era sempre stata lì pronta a lasciarsi afferrare.

All’ipotesi di riuscire a vivere dopo la perdita di un figlio, Lory Del Santo risponde con un immagine bellissima: noi siamo come il Grand Canyon. Due pareti roccia sono separate dall’abisso scavato dal fiume, come poter fare quel salto, dalla parete del dolore alla parete della vita oltre il dolore? Occorre un ponte che scavalchi l’abisso, dice Lory.

GRAND CANYON
Shutterstock

Niente di più vero, tanto che quel ponte in carne e ossa esiste accanto a noi da secoli e secoli: chi è mai il pontefice se non colui che è stato deputato ad accompagnarci sul ponte, oltre la parete della disperazione verso la parete di un’eterno compimento senza più ferite? Lui è l’emblema che un nesso tra la terra e il Cielo è stato costruito, ed è stabile perché non solo in mano umana, però quel medesimo incontro tra la nostra terra sconnessa e la terra promessa accade in una dimesione quotidiana e domestica … proprio in un confessionale.


ANNA MAGNANI

Leggi anche:
Anna Magnani implorò la Madonna delle grazie: guarisci mio figlio!

Come un satiro di bassa lega, la TV non può che motteggiare ciò che non capisce eppure intuisce essere un luogo decisivo: ciascuno comprende la propria storia solo mettendola in mano a un altro, da soli non se ne viene fuori. Ci riempiamo di confessioni con chiunque, anche in modo inappropriato, come il viandante solitario che cerca l’oasi nel deserto. Si abbevererebbe anche dalla sabbia, pur di dissetarsi un po’.  Ma noi non siamo nel deserto, di oasi ce ne sono ad ogni angolo di strada. Senza tappeti rossi e occhi indiscreti, dentro ogni chiesa c’è uno spazio dove il salto temporale è possibile: finito e infinito si incontrano nel confessionale, si può incontrare l’unica Voce che ha promesso compagnia lungo il cammino e una Casa di bene come meta, soprattutto a chi ha arrancato sulla terra col cuore a pezzi.

  • 1
  • 2
Tags:
figlimadrisuicidio

Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in sette lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
1
POPE JOHN PAUL II
Philip Kosloski
I consigli di san Giovanni Paolo II per pregare
2
BABY
Mathilde De Robien
Nomi maschili che portano impresso il sigillo di Dio
3
PAURA FOBIA
Cecilia Pigg
La breve preghiera che può cambiare una giornata stressante
4
Gelsomino Del Guercio
Ecco dove si trovano tombe e reliquie dei 12 apostoli (FOTO)
5
Gelsomino Del Guercio
La Madonna nera è troppo sfarzosa: il parroco la “spoglia”. Ed è ...
6
Aleteia
Preghiera a santa Rita da Cascia per una causa impossibile
7
Paola Belletti
Tre suicidi tra i giovanissimi il 1°giorno di scuola
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni