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David Buggi: a 18 anni morì offrendo la sua sofferenza per tutti i giovani

DAVID BUGGI
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Ecco la storia di un ragazzo di vero successo, quello che tutti i genitori desiderano ma spesso confusamente o deviando su cose di poco conto. David è morto accogliendo tutto come grazia

Va bene, visto che ci sono, comincio a dirlo. Ho appena finito di preparare un libro con il meglio di questo blog, scegliendo tra i miei pezzi quelli che mi sembrava non potessero mancare, e che raccontassero di un piccolo popolo che si è formato anche grazie allo scambio che avviene su queste pagine. Scelti, dolorosamente, i post che mi sembravano migliori li ho tagliati, riletti, spero migliorati, e li ho fatti precedere da introduzioni che inquadrassero, svelassero i retroscena, dessero conto di quello che poi è successo (mio marito diceva che le introduzioni erano troppo prolisse, le mie amiche le trovavano troppo corte: ho ascoltato loro). Ma c’era qualcosa che mancava, anzi qualcuno di molto importante per me.

David Buggi è diventato uno dei miei più cari amici, ci parlo spesso, gli confido le mie preoccupazioni. Ogni tanto vado a trovarlo, al cimitero. Lui mi sorride dalla lapide, e mi rassicura. Nel blog c’era solamente un video su di lui, ma non potevo lasciare che nel libro mancasse proprio lui, il mio amico.

La vita breve e compiuta di David

David è nato nel 1999, come il mio primo figlio, solo che David è molto più avanti, lui è morto e ora credo proprio che veda Dio faccia a faccia. Ha combattuto come un soldato, ha vinto perché ha continuato a credere all’amore di Dio, ha continuato ad annunciare che Cristo è risorto, fino alle ultime ore della sua vita, e morendo ha offerto tutte le sue sofferenze per la conversione dei giovani. È per questo che gli ho affidato i miei figli, so che intercederà per loro. Io da parte mia gli ho promesso che lo aiuterò per quanto posso a farsi conoscere, perché tanti ragazzi di questa generazione di cercatori di senso possano guardare a lui e vedere che si può trovare un senso anche nella storia più apparentemente assurda, più insensata, come quella di un bellissimo ragazzo, un giocatore della nazionale di hockey subacqueo che si ammala di osteosarcoma e muore a diciassette anni.

DAVIDE BUGGI
Famiglia Buggi

Nelle ultime ore della sua vita, centinaia di ragazzi sono sfilati per la sua stanza di ospedale. David respirava a fatica, non riusciva più a parlare. I ragazzi lo salutavano e don Pierangelo Pedretti, la sua guida spirituale, parlava per lui: si erano messi d’accordo quando lui era ancora in grado di parlare. Con la lucidità di chi ha una vita spirituale seria, e con la chiarezza di chi sta guardando in faccia la morte, David li aveva mandati a chiamare, uno per uno, spiegando a don Pierangelo quale fosse il nodo problematico più importante che ognuno di loro doveva sciogliere. Chi un’affettività disordinata, chi la ribellione, chi la droga… sapeva leggere dentro i cuori, e nel momento di morire ha pregato per ognuno di loro. Erano centinaia. Per dare l’ultimo, faticoso respiro, ha aspettato che l’ultimo della lista – aveva fatto una lista con i loro nomi – se ne fosse andato dall’ospedale. Allora ha capito che poteva morire, aveva fatto tutto. Quando gli amici erano con lui in stanza, i genitori aspettavano fuori, accettando di condividere con altri le ultime ore di vita del loro figlio.

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