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Che cos’è la soggezione diabolica?

Bernat Casero / Flickr CC
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E' una perversa forma di possessione in cui la persona che ne è affetta maschera molto bene l'odio per Gesù Cristo. E commette furti e profanazioni in Chiesa

C’è una forma di possessione diabolica nella quale non si verificano le crisi, né si manifestano i segni di coloro che subiscono l’azione straordinaria del demonio, e che possiamo chiamare soggezione diabolica. A descriverla è Don Marcello Stanzione in Esorcisti (edizioni Sugarco).

La soggezione diabolica è una volontaria offerta della propria anima e del proprio corpo a Satana. Ciò può instaurare tra una persona e il demonio una fortissima dipendenza morale, in quanto è la persona stessa che lo chiede.

Le profanazioni

Le persone consacrate veramente a Satana, pur essendo per propria scelta di sua appartenenza e suoi diretti collaboratori, non hanno le crisi, né manifestano i segni di coloro che subiscono la possessione diabolica o le altre forme di azione straordinaria del demonio. Entrano nelle chiese senza manifestare alcun segno di possessione e, se si accorgono che manca la vigilanza e non sono viste da qualcuno, mettono in atto rituali di profanazione dei luoghi sacri o dell’altare con l’intenzione di propiziarsi in tal modo il demonio. Inoltre sono abilissime nel portare via il Santissimo Sacramento al momento della distribuzione eucaristica.

Il furto dell’ostia

Una delle attività principali del satanismo è proprio quella di procurarsi l’ostia consacrata per poterla poi profanare attraverso riti nefandi, nei modi più immondi e osceni. I satanisti vengono accuratamente ed efficacemente addestrati a trafugarla dalle chiese, dalle cappelle, dai santuari, dalle basiliche. Bisogna vigilare con grande attenzione. Sono segnalati furti eucaristici addirittura direttamente dalle pissidi dei tabernacoli, di cui i ladri sacrileghi si erano procurati precedentemente la chiave.

La prevenzione

Come ricorda il Codice di Diritto Canonico (n. 938.5) i sacerdoti dovrebbero custodire la chiave del tabernacolo con la massima diligenza. Le profanazioni orribili dell’Eucarestia richiama- no vivamente, oltre che alla prevenzione – per quanto possibile – dei furti eucaristici, all’importanza e alla necessità della «riparazione eucaristica», sia in forma privata sia in forma «pubblica», cioè nelle nostre comunità religiose e parrocchiali.

Il desiderio di riparazione che non c’è

Davanti a così gravi oltraggi nei confronti di Gesù, nella Santissima Eucaristia, sottolinea Stanzione, dovrebbe sorgere spontaneo il desiderio di riparazione, il desiderio di consolare Gesù, il desiderio di rendergli quell’onore, quella gioia e quell’amore che, lucidamente e volontariamente, gli vengono rifiutati in questi riti sacrileghi.

Nessun segno di possessione

L’autore di “Esorcisti” insiste sull’aspetto della mancanza di segni di possessione diabolica in queste persone: il demonio non dà in essi alcun così dire, lo «nasconde». Mentre la persona posseduta sottoposta all’esorcismo non vuole il demonio, e il demonio reagisce violentemente perché rifiuta di lasciarla libera, in questo caso, invece, la persona per così dire «complice» volontaria del demonio non manifesta i segni della possessione.

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