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Beatrice Venezi: quanta fede nella più giovane direttrice d’orchestra d’Italia!

BEATRICE VENEZI
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La Chiesa come un direttore d’orchestra deve indicarci la via, e la via è Gesù

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Beatrice Venezi ha 28 anni ed è la più giovane e talentuosa direttrice d’orchestra d’Italia, anche se lei preferisce essere chiamata “direttore” perché direttrice ha un connotato culturale che rimanda “a personaggi non troppo simpatici” e magari un po’ supponenti, come ha detto lei stessa, scherzando, a Giovanni Floris durante la sua partecipazione a diMartedì. In una lunga intervista per Credere ha raccontato la sua passione per la musica classica, il suo rapporto con Dio e il dovere delle donne di non appiattirsi sui modelli maschili, ma di preservare l’unicità femminile.

Bellissima, una chioma lunga color miele, Beatrice è solare ed elegante, seria ma non seriosa, e quando sale sul palcoscenico non rinuncia alla sua femminilità, agli abiti lunghi, ai tacchi. Perché l’equazione donna amante della musica uguale stile mascolino e un po’ trascurato, è davvero un cliché vecchio e falso da debellare una volta per tutte.

«Anche quando dirigo, amo vestirmi in lungo, magari con abiti rossi nei concerti di Natale. Voglio che l’orchestra mi percepisca come donna sin dal momento in cui entro dalla porta e mi dirigo verso il palco» (Credere)

Anche al Corriere ha dichiarato:

«Mi piace dirigere in gonna, ho diversi abiti da sera, mi piace il rosso. Non dobbiamo imitare gli uomini quando dirigiamo. L’omologazione non porta a nulla di creativo. Noi donne abbiamo una visione diversa» (Corriere)

Leggi anche: Il dovere e la bellezza della diversità: alla riscoperta della vocazione femminile

Il suo sogno? far amare la musica classica ai giovani

Diplomata in Pianoforte, Composizione e Direzione d’orchestra, ha debuttato appena ventiduenne come direttore, e in questi anni di lavoro si è esibita su palcoscenici prestigiosissimi: ha da poco condotto la Japan Virtuoso Symphony Orchestra alla Suntory Hall di Tokyo. La rivista Forbes Italia l’ha inserita tra i cento giovani sotto i 30 anni che saranno più influenti nel futuro.

«Chi voglia essere, e non solo fare, un vero direttore d’orchestra deve mantenere un orecchio sempre attento ai bisogni, ai sentimenti, alla sensibilità degli orchestrali. Ma soprattutto deve essere capace di indicare senza esitazioni la strada che tutti devono seguire» (Credere).

Leggi anche: Un pianoforte che conduce a Dio

Il suo sogno? impegnarsi per “sdoganare” la musica classica dall’ambito di nicchia in cui è stata relegata e far appassionare i ragazzi. Perché chi non ama la musica classica è solo perché non la conosce: lei perciò vuole insegnarla, contagiarne la passione, e lo fa anche attraverso i social.

La Chiesa deve indicarci la via e la via è Gesù

In questo momento storico così secolarizzato, in cui nulla sembra avere un valore eterno e tutto si svilisce nella fretta del consumismo e nella superficialità dei legami, Beatrice crede che la Chiesa debba continuare a proclamare all’uomo la Verità senza mezze misure.

«A noi giovani sempre in movimento e a volte un po’ smarriti, è necessaria una Chiesa che indichi con sicurezza la via. Senza strada non si arriva a nessuna meta. Gesù dice: “Io sono la via”. Noi dobbiamo riuscire a vedere quella via. E la Chiesa esiste per indicarla, come un direttore d’orchestra» (Ibidem)

E poi:

«Da giovane credente, mi auguro che la Chiesa abbia il coraggio di essere se stessa e di rivolgersi ai giovani, ma anche a tutti gli adulti, con una proposta alta e di qualità, senza mai abbassare il livello della fede fino a banalizzarlo. Le piazze si possono riempire proprio così, alzando il livello della proposta» (Ibidem).

Ricollocare al centro i valori autentici per un futuro di speranza

Se è vero che tutti o quasi sentono il bisogno di un rinnovamento, c’è molta confusione ed incertezza circa la strada da intraprendere. In questo ci possono illuminare i grandi valori universali e quelli del Vangelo:

«Una donna ha di speciale l’intuito, e la possibilità di dare la vita, che è la novità per eccellenza dell’umano. Ma sono comunque convinta che l’autentica novità, il grande rinnovamento di cui avvertiamo la necessità, in un mondo in cui tutto cambia troppo in fretta, è la capacità di restituire importanza ai valori della tradizione, che non sono più così chiari. Questo vale nell’ambito musicale, civile e anche nella fede» (Credere).

Leggi anche: Noemi: “Noi donne siamo nate per essere madri”

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