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Procrastinazione spirituale: cos’è e come combatterla

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Canção Nova - pubblicato il 28/09/18

Sapevate che la procrastinazione può portare all'esaurimento nel cammino spirituale?

del dottor José Augusto Nasser

Procrastinazione, ecco la parola su cui dobbiamo meditare oggi. Con questo termine si intende l’arte di rimandare le cose che dovrebbero essere fatte presto o proprio in questo momento. C’è una definizione che si adatta bene a questo contesto: “procrastinazione strategica”. Le persone pensano che procrastinare sia solo sprecare il tempo navigando sui social media, ma non è quello che si intende realmente.

In genere facciamo moltissime cose, tanto che sembra che siamo molto occupati, ma non facciamo quello che dev’essere fatto. Definiamo questa situazione procrastinazione strategica.

Le persone guardano da lontano e pensano che siamo estremamente occupati, e in effetti stiamo facendo davvero molte cose, quando invece dovremmo farne una sola. Ogni cosa a suo tempo.

La procrastinazione nella vita spirituale

Questo concetto si applica non solo alla nostra vita quotidiana, ma anche a quella spirituale.

Nella vita spirituale, le persone si occupano di una porzione di attività e di una serie di devozioni anziché concentrarsi su qualcosa che sia davvero la volontà di Dio per quel momento.

Al giorno d’oggi molte persone percorrono una vita sbagliata volendo fare di tutto, abbracciare ogni tipo di devozione, svolgere qualsiasi tipo di attività all’interno della Chiesa, e finiscono per esaurirsi in questo cammino di iperattività che non è altro che procrastinazione spirituale.

San Giovanni della Croce diceva che l’eccesso di attività nella vita spirituale porta l’individuo a stancarsi e a fallire nel suo cammino. Per questo non bisogna fare un’infinità di cose, ma “la cosa”!

L’esempio della Sacra Scrittura

Le Scritture sono piene di esempi di ebrei che vivevano come i farisei dell’epoca. Volevano fare le cose, ma alla fine non facevano “LA COSA”! Un esempio sarebbe la loro critica nei confronti dei servi di Cristo che non si lavavano le mani prima di mangiare. In realtà, la loro ossessione di lavarsi le mani per tutto portava i seguaci di Gesù a un esaurimento della preoccupazione, con un supplemento salutare trasformato in richiesta, esigenza o comandamento. In qualche momento, nel Levitico, Dio aveva detto che così era esagerato, e quell’esagerazione è diventata l’azione dell’uomo.

Anche noi veniamo spesso criticati per la nostra Tradizione, che deriva dalla comunicazione orale e anche dalle Scritture.

Camminiamo tenendoci strette la Tradizione e le Scritture. Gesù dice di non essere venuto a cambiare la Legge, ma a darle pieno compimento.

Nella Bibbia per noi cattolici ci sono 73 libri sacri, e poi c’è la Tradizione, ovvero quello che non si ritrova nelle Scritture.

Il problema dei farisei non erano le Scritture o la Tradizione. Il loro problema nei confronti di Gesù era in primo luogo il fatto di credere che il supplemento potesse essere considerato prescrizione o requisito, e in seconda istanza il fatto di confondere l’apparizione sacra con la presenza del Sacro. In terzo luogo, usavano la tradizione per ciò che era opzionale anziché per l’ESSENZIALE.

L’essenziale

Un nostro costume è farci il segno della Croce quando passiamo davanti a una chiesa cattolica, perché sappiamo che quell’edificio ha qualcosa di speciale e merita tutto il nostro rispetto. È il tabernacolo, ovvero il Corpo, l’Anima e la Divinità di Nostro Signore Gesù Cristo, e quindi davanti al Re dei Re dobbiamo avere rispetto. Questo è un supplemento.

Una persona cattolica che passa davanti a una chiesa e non si fa il segno della Croce non può essere condannata, perché non è un comandamento, un requisito, ma un supplemento. Un esempio della vita quotidiana è valutare una persona e dire che è in salute non per i supplementi che ingerisce quotidiamente, ma per l’attività fisica e la sua alimentazione.

Nella vita spirituale, il supplemento non può essere usato come misura di valutazione. Andare a Messa tutte le domeniche è un requisito, il segno della Croce passando davanti a una chiesa no. Gesù parla chiaramente quando dice che i giudei lodavano il Signore con le labbra ma il loro cuore era lontano da lui. Per questo, facevano molte cose ma non facevano la COSA, l’essenziale.

Noi facciamo molte cose, ma non andiamo a fondo nel nostro cuore. Fingiamo santità con elementi esteriori, ma non dimostriamo santità, non emaniamo santità e non viviamo la santità.

Ciò che è sbagliato è optare per ciò che è opzionale anziché abbracciare l’essenziale, e quindi non vivere il vero senso della fede cattolica. Non siamo chiamati a occuparci di una serie di cose, ma di una cosa essenziale, ed è quello che Signore oggi indica dentro di noi. In questo modo, quindi, stiamo vivendo una procrastinazione strategica.

Donazione e distacco

La donazione è l’atto di prendere qualsiasi cosa della propria vita e offrirla a Dio. È molto preziosa, perché dimostra il nostro rispetto e il nostro distacco.

Molte persone contribuiscono economicamente alle attività della Chiesa quando potrebbero usare quel denaro per i genitori anziani. Sono quelli che Gesù definisce ipocriti. Molti di noi fanno questo oggi, fanno ciò che è opzionale anziché l’essenziale.

Molti oggi portano una croce appesa al collo o un rosario in tasca e poi vivono basandosi sul pettegolezzo, sull’individualità, comportandosi in modo indebito quando c’è una fila da rispettare o quando qualcuno chiede aiuto fisico, o facendo emergere la vanità nello svolgimento dei compiti comunitari.

La nostra chiamata oggi è a cambiare ciò che è interiore e non ciò che è esteriore. Per domenica prossima vorrei che tutti coloro che partecipano alla Santa Messa cercassero un vero cambiamento interiore. Prendete carta e penna e scrivete per poi deporre il foglio sull’altare delle intenzioni:

“Signore, qual è la Cosa Essenziale che devo cambiare oggi?” Basta capire che è solo un passo e non dodici.

Chiedete poi al Signore per iniziare la settimana: “Qual è l’unica Cosa che vuoi che faccia il giorno successivo”?

In questo modo si combatte la procrastinazione spirituale.

Preghiamo

Abbà (Padre) Amato, qual è la Cosa più importante che devo cambiare oggi?

Signore, qual è l’unica cosa che mi chiedi di fare?

Signore, elimina in me tutte le cose supplementari e che da dentro di me venga solo l’Essenziale.

Signore, trasformami in un tuo vero seguace, rinnovando ogni giorno il desiderio di essere migliore ai tuoi occhi.

Distruggi in me il peccato della procrastinazione, perché in me aumentino i tuoi doni e diminuiscano i vizi.

Padre, nelle tue mani consegno il mio cuore. Guariscimi, Signore, restaurami, Signore! Amen.

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