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Dove potremo mai andare se siamo ricchi di mezzi ma poveri di fede?

RAGAZZA, LANTERNA, LUCE

Daiga Ellaby | Unsplash

don Luigi Maria Epicoco - pubblicato il 26/09/18

Gesù disse loro: "Non prendete nulla per il viaggio", perché l'annuncio cristiano è innanzitutto fiducia in Chi ci manda ad annunciarLo

In quel tempo, Gesù chiamò a sé i Dodici e diede loro potere e autorità su tutti i demòni e di curare le malattie.
E li mandò ad annunziare il regno di Dio e a guarire gli infermi.
Disse loro: «Non prendete nulla per il viaggio, né bastone, né bisaccia, né pane, né denaro, né due tuniche per ciascuno.
In qualunque casa entriate, là rimanete e di là poi riprendete il cammino.
Quanto a coloro che non vi accolgono, nell’uscire dalla loro città, scuotete la polvere dai vostri piedi, a testimonianza contro di essi».
Allora essi partirono e giravano di villaggio in villaggio, annunziando dovunque la buona novella e operando guarigioni. (Lc 9, 1-6)

“Egli allora chiamò a sé i Dodici e diede loro potere e autorità su tutti i demòni e di curare le malattie. E li mandò ad annunziare il regno di Dio e a guarire gli infermi”. Annunziare e guarire sembrano i due verbi che più rendono l’idea della missione dei discepoli. Non basta annunciare, bisogna anche prendersi cura, guarire, liberare. Diversamente l’annuncio cristiano risuonerebbe come una beffa, come una bestemmia. A chi soffre non si può annunciare una speranza senza toccare anche la sua sofferenza. Non si può raccontare Cristo a un affamato rimanendo indifferenti alla sua fame.

Si comprende allora come mai i missionari di ogni tempo e di ogni dove hanno sempre unito l’annuncio cristiano a una intensa attività sociale e spirituale. Ma è anche vero il contrario: una liberazione dell’uomo senza un autentico annuncio cristiano rischia di diventare pericoloso. Prendere sul serio la fame di qualcuno, la sua sofferenza, il suo bisogno, dimenticandosi di ciò che Cristo ci ha insegnato potrebbe trasformarci in lottatori politici, in ideologi delle società, in difensori di classi sociali, ma non in apostoli o discepoli. Ci viene quindi da domandare quale dovrebbe essere l’equipaggiamento per fare ciò: “Disse loro: «Non prendete nulla per il viaggio, né bastone, né bisaccia, né pane, né denaro, né due tuniche per ciascuno. In qualunque casa entriate, là rimanete e di là poi riprendete il cammino. Quanto a coloro che non vi accolgono, nell’uscire dalla loro città, scuotete la polvere dai vostri piedi, a testimonianza contro di essi»”. La buona riuscita di ogni annuncio cristiano non è nei mezzi a nostra disposizione. Non è nelle cose materiali. Non è nelle circostanze favorevoli. Bensì è nella fiducia. Andare senza rassicurazioni umane sta a significare una profonda fiducia in Chi ti sta inviando. Forse a noi questo manca: ricordarci di avere innanzitutto fiducia in Chi ci ha mandati ad annunciare. Siamo ormai ricchi di mezzi e poveri di fiducia. Questo rende le nostre chiese attrezzate ma vuote.

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