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Flavia ce l’ha fatta, suo figlio è nato! E chi era contro ora è tutto per lui

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Un'altra storia semplice e straordinaria di esistenza e resistenza. Di potenza della preghiera, di vita che vuole nascere e di gente che non si arrende alla morte. Di giovani che sono giganti davanti ad adulti spaventati, di figli che portano novità e stupore

Lei, all’epoca dei fatti, era ancora minorenne. Si perché la gravidanza, la strada di un essere umano alle sue prime pagine, questo è: un fatto. E dei più sorprendenti e tra i più rivoluzionari in ogni epoca, al netto di ogni ondata ideologica e afflato di rinnovamento. E’ la sola volta che possiamo essere sicuri che la novità sarà totale, il sistema operativo all’avanguardia, gli aggiornamenti al passo con i tempi anzi pure un po’ oltre. E noi, già nati, dietro a rincorrere, ma in festa.

La storia di quella vita che inizia a girare le sue pagine e schiva le mani che vogliono strapparle prima del tempo è raccontata sulle pagine di Avvenire da Padre Maurizio Patriciello. E il racconto riferisce tutte e solo le cose essenziali, gli elementi oggettivi che hanno permesso a quella vita di sbucare fuori nel mondo e farci tirare un sospiro di sollievo e subito un altro di sorpresa: che bello non è stato buttato via; che gioia ora sarà tutto diverso e tutto imprevedibile come solo una vita nuova sa essere. Con le sue infinite possibilità e gli intrecci che già ha tessuto con tanti altri volti e storie.

Gravidanza indesiderata? Non da tutti, non per sempre. L’aborto ha fretta, la vita urge

E i fatti, gli elementi essenziali sono questi: Flavia ha un ragazzo, Stefano. Fanno l’amore non si sa quante volte ma una volta questo gesto, meraviglioso seppure clandestino e mortificato nella sua piena dignità che può scoprire solo nel matrimonio, ha causato un Big Bang silenzioso nel corpo di Flavia. Un figlio si fa strada nelle sue viscere e nella sua mente. Ma giunto alla dogana dell’annuncio in famiglia e al fidanzato trova subito i gendarmi a intimare un alt. E la strada vuole essere fatta deviare, in fretta, senza intoppi.. Dirottata su una carreggiata speciale e dotata di una specie di telepass perché la cosa avvenga presto e quasi senza accorgersene. Vogliono che venga portata in ospedale e fatta abortire. Non vorrebbe ma cede, sembra arrendersi stanca di soffrire e di non essere ascoltata.

Ti riprendo con me, continuerò ad amarti e a fare l’amore con te se ora ti liberi di questo impiccio che, diciamocelo, non era previsto né desiderato. Non sei d’accordo anche tu? Dice grossomodo il ragazzo.

Tutto era pronto quella mattina. “L’intruso” sarebbe andato via. Si ritornava a vivere. Flavia piangeva, si disperava, cercava di suscitare la pietà dei suoi. Niente da fare. In fondo era così giovane, avrebbe dimenticato in fretta quell’incidente di percorso, pensavano. Il suo fidanzato le aveva promesso di ritornare con lei se si fosse liberata dall’ingombro. Una cosa di routine, in fondo, come estirpare un’antipatica verruca. La banalità del male. E Flavia si arrese. O, almeno, così apparve a chi le voleva bene. Sfinita, stanca di soffrire e di lottare, fu accompagnata in ospedale. Continuava a invocare aiuto. Pregava. Piangeva. Pensava: i problemi erano tanti, davvero, ma non era quella la soluzione. (Avvenire)

Il fascicolo sarebbe stato chiuso e archiviato, in fretta. Ma i fatti, le parole, pure le intenzioni sono reali e cambiano le cose, scompaginano destini. Allungano storie che qualcuno non vorrebbe, fino a che non avrà scoperto che era proprio di quello che aveva bisogno. Ma andiamo con ordine. Siamo lì in ospedale un po’ indietro per non disturbarla e vediamo Flavia che si imbatte in Daniele. Un volontario in difesa delle donne e dei loro nascituri. La avvicina, le parla ma soprattutto la ascolta. Inizia a fare breccia in quel giovane cuore turbato e incompreso ma indomito;al solo dargli un piccolo incoraggiamento si infiamma.

La preghiera e il coraggio

E mentre Daniele è  in prima linea, nelle retrovie ci sono le truppe che lo coprono e gli permettono di avanzare: sono soldati scelti che maneggiano armi potenti. Sono i volontari che pregano a casa, in chiesa, insieme nei gruppi o da soli per sostenere i fratelli al fronte e precederli quasi sul campo, vincendo le resistenze, le paure che raggelano i cuori di tante mamme. Sono spesso donne strette nelle difficoltà economiche ed esistenziali che disperando cedono alla soluzione dell’aborto. Che risolve, certo, perché le separa, le scioglie da quel bambino. Anche se solo fisicamente.

Anche Flavia nonostante tutto sembra incamminata in questo braccio della morte per il figlio e anche per lei, in fondo. E’ già sul lettino ma forse proprio attingendo a quella potenza segreta della preghiera, dell’intercessione di tanti sui fratelli presso Dio, trova la forza.

Flavia entra in clinica. Tutto è pronto. Viene stesa sul lettino. Ancora un poco e tutto sarà finito. Quel che succede nel cuore di questa ragazza coraggiosa e bella non lo sapremo mai. Chiama a raccolta tutte le sue povere forze, scende, scappa via. Non vuole rinunciare a quel figlio. Già lo ama. Daniele le ha dato il coraggio di fare la sua scelta, e contro il parere di tutti torna a casa. I giorni che la separano dalla maggiore età passano in fretta. La famiglia pian piano accetta. Un’altra vittoria della vita sulla morte. Un altro essere umano strappato alla morte all’ultimo momento. Noi eravamo felici. (Avvenire)

Alleati insospettabili, anche tra i nemici della prima ora: i nonni, il padre tutti ora adorano questo bimbo!

La storia di Flavia e della sua gravidanza era già stata raccontata e pubblicata su Avvenire e aveva ottenuto un risultato meraviglioso: un anonimo benefattore si era fatto carico di questa vita fino al suo uscire alla luce. Così è stato e questo bimbo meraviglioso non solo è venuto alla luce ma ne sta portando in dote e con quella illumina, a volte forse abbacina, in certi casi accieca d’amore chi prima lo voleva eliminare.

I nonni sono euforici, il giovane prima istigatore ora è padre protettivo, fiero, gongolante.

Flavia e con lei i volontari erano semplicemente più avanti, sicuri di difendere una verità ed un bene per tutti. Non erano contro i genitori e il fidanzato ma dalla loro parte più di loro stessi. E dalla parte del campione assoluto di gioia e novità e speranza che è quel bimbo.

Don Maurizio cita Chesterton per esprimere la percezione di rutilante allegria, novità, spiazzante ricchezza di vita che ogni vita porta con sé e ora dovrei passare la parola alla mia collega Annalisa Teggi, che di Chesterton traduce testi e modo di guardare il mondo e ci regala spesso nuovi attrezzi per manovrare la realtà e girarla dal verso giusto. Che è questo a faccia in su a guardare il cielo e le cose che si accampano davanti a noi, tornati capaci di stupore e gratitudine.

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