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In casa ho sempre l’ultima parola, ed è “Sì, cara”

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Dusan Petkovi - Shutterstock
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4. Obbedire vuol dire anche negoziare

Obbedire non vuol dire dover aderire tutto il tempo alla prima opinione di nostro marito o nostra moglie. Chiedere il permesso è un invito a negoziare una soluzione intermedia che possa soddisfare entrambi.

Se voglio andarmene il fine settimana a pescare ma ci sono molte cose da fare in quei giorni, mia moglie può ricordarmi quegli impegni e “permettermi” di andare a pescare con i bambini venerdì e sabato, a condizione di tornare sabato pomeriggio per fare insieme la domenica le cose necessarie e andare a Messa insieme. Questo tipo di negoziato ci aiuta a sostenerci a vicenda, perché entrambi possiamo fare molte altre cose.

5. L’obbedienza ci aiuta anche ad essere più umili

Spesso vogliamo le cose per capriccio. Crediamo di “meritare” qualche attività, o di averne bisogno, quando in realtà quello che vogliamo è fare le nostre cose e non altre più importanti che invece dovremmo fare.

Questa “libertà e autonomia” che spesso reclamano i single non è altro che una forma sottile per camuffare la pigrizia o il capriccio, e il nostro coniuge diventa la voce della nostra coscienza (e in ultima istanza la voce di Dio). Ed è allora che l’obbedienza diventa una virtù bellissima, in cui pur volendo fare qualcosa di piacevole facciamo una cosa difficile e il matrimonio acquista il senso sacramentale, ovvero il senso della santificazione personale dei coniugi.

Il matrimonio è una grande fonte di santificazione, perché ci costringe a “vivere per l’altro”, e la santità consiste in questo: non c’è amore più grande che dare la vita per l’altro. L’aspetto meraviglioso del matrimonio è che non sono solo io a dare la vita per mia moglie – allo stesso tempo lei dà la vita per me. Donandoci entrambi completamente, otteniamo tutti e due un trattamento giusto, ovvero otteniamo tutto. Per questo sposarsi è l’avventura più incredibile e meravigliosa che ci sia, perché ci fa mettere il meglio di se stessi al servizio dell’altro.

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