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In casa ho sempre l’ultima parola, ed è “Sì, cara”

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Dusan Petkovi - Shutterstock
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di Andrés D’Angelo

“Chiedi davvero il permesso a tua moglie per fare qualsiasi cosa?”

“Certo!”

“E se ti dice di no non lo fai?”

“In genere le chiedo il permesso di fare cose che mi farebbe fare comunque”.

“Ma allora sei schiavo di tua moglie!”

“No, sono più libero, perché lei mi aiuta a non fare sciocchezze. Due teste pensano meglio di una sola, e mi fido più del suo criterio che del mio…”

Tempo fa ho parlato con un amico, scapolone impenitente, e la nostra conversazione è stata simile a quella che ho riferito. Il mio amico non capiva come potessi essere tanto “dominato” da mia moglie, tanto “debole di carattere” da non avere criteri propri di comportamento. Il che ha portato a una discussione su chi ha più carattere (o un carattere più controllato), su chi obbedisce o chi disobbedisce, e poi abbiamo finito per discutere di cose irrilevanti.

L’aspetto importante che mi è rimasto di quella discussione è quel concetto raro di autonomia, come di “Fare sempre ciò che voglio” ed “Essere libero”, che molti single hanno idealizzato, che spesso li trasforma in individualisti quasi autistici, nel migliore dei casi, o in misantropi chiusi in sé nel peggiore.

Questa conversazione ha continuato a risuonarmi in testa e mi ha fatto venire in mente vari aspetti che mostrano i benefici dell’obbedienza al coniuge e soprattutto come e perché dobbiamo “chiedere il permesso” di fare le cose anziché farle e poi chiedere scusa. Sembra una cosa da pazzi?

1. “Siate sottomessi gli uni agli altri nel timore di Cristo” (Ef 5,21)

San Paolo è piuttosto chiaro: dobbiamo essere “sottomessi”, e ogni volta che si pronuncia questa parola molta gente pensa che una persona sottomessa sia una persona debole, senza carattere, che gli altri usano a proprio piacimento e poi buttano via. San Paolo, però, ci dà un suggerimento: “siate sottomessi gli uni agli altri”, dice, ma poi aggiunge immediatamente “nel timore di Cristo”.

Cosa significa? Vuol dire nel cercare in tutti i modi di compiere la volontà di Dio. Non è che chi comanda può comandare qualsiasi cosa. Deve comandare compiendo la volontà di Dio, e chi obbedisce obbedirà sapendo di compiere la volontà di Dio.

Nella sua catechesi dell’11 giugno 2014, Papa Francesco ha detto: “Questo è il timore di Dio: : l’abbandono nella bontà del nostro Padre che ci vuole tanto bene”. Obbediamo al coniuge perché sappiamo che vuole il meglio per noi!

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