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I vescovi statunitensi spiegano i passi per rispondere alla crisi degli abusi sessuali

DINARDO
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La Conferenza Episcopale affida le indagini sugli abusi ai laici e a un sistema di segnalazione

La Conferenza dei Vescovi Cattolici degli Stati Uniti (USCCB) ha diffuso questo mercoledì una dichiarazione in cui espone quattro punti d’azione che verranno implementati in risposta alla crisi degli abusi sessuali nella Chiesa cattolica.

La dichiarazione arriva dopo che vari vescovi statunitensi di spicco hanno fatto visita a Papa Francesco la scorsa settimana per discutere il da farsi in risposta alla crisi. “Vogliamo portare avanti in modo attivo il nostro discernimento congiunto identificando i passi più efficaci da compiere prossimamente”, hanno dichiarato i presuli dopo l’incontro con il Santo Padre.

Nel testo di mercoledì, i vescovi hanno sottolineato quattro passi iniziali fondamentali:

1. Approvazione dell’istituzione di un sistema di segnalazione di terze parti che riceverà in modo confidenziale, telefonicamente e online, le denunce di abusi sessuali ai danni di minori da parte di un vescovo e di molestie sessuali o cattiva condotta nei confronti degli adulti da parte di un presule, girando queste denunce all’autorità ecclesiastica idonea e, come richiesto dalla legge, alle autorità civili.

2. Instruzione del Comitato della USCCB sugli Affari Canonici e la Governance della Chiesa per sviluppare proposte relative a politiche sulle restrizioni ai vescovi rimossi o che hanno rinunciato per via di accuse di abusi sessuali su minori o molestie sessuali o cattiva condotta nei confronti degli adulti, includendo seminaristi e sacerdoti.

3. Avviamento del processo di sviluppo di un Codice di Condotta per vescovi relativo all’abuso sessuale di minori, molestie sessuali o cattiva condotta nei confronti di adulti o negligenza nell’esercizio del loro ufficio in relazione a questi casi.

4. Supporto a un’indagine complessiva sulla situazione che ruota intorno all’arcivescovo McCarrick, includendo le accuse di aggressione a minori, sacerdoti e seminaristi, così come qualsiasi risposta a queste accuse. Un’indagine di questo tipo dovrebbe avvalersi di laici esperti in campi rilevanti, come forze dell’ordine e servizi sociali.

Il vescovo ha anche sottolineato la necessità di esaminare la propria coscienza, citando un passo del libro di Giacomo come guida: “Siate di quelli che mettono in pratica la parola e non soltanto ascoltatori” (Gc 1, 22).

I presuli hanno ammesso che questo è solo l’inizio, e che “le consultazioni con un’ampia gamma di genitori coinvolti, esperti e altri laici insieme a clero e religiosi produrrà ulteriori misure specifiche per fare ammenda allo scandalo e ripristinare la giustizia. Accogliamo umilmente e siamo grati per il sostegno di tutto il popolo di Dio che ci ritiene affidabili”.

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