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Volete comprendere Papa Francesco? Pensate a questi due aspetti della sua vita

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Antoine Mekary / ALETEIA / I.MEDIA

John Burger - pubblicato il 21/09/18

Come gesuita e latinoamericano, Bergoglio è il Pontefice che richiede quest'epoca, afferma un Nunzio

Il background di Papa Francesco come gesuita e sudamericano è importante per comprendere il suo pontificato, ha dichiarato in un forum pubblico questa settimana il suo rappresentante negli Stati Uniti.

Da un lato, ha affermato l’arcivescovo Christophe Pierre, Nunzio Apostolico negli Stati Uniti, Francesco ha amplificato un tema fondamentale di un’importante conferenza di vescovi latinoamericani e ne ha applicato le lezioni alla Chiesa in tutto il mondo.

Dall’altro, la sua formazione come gesuita lo ha reso il tipo di persona in grado di discernere situazioni difficili, e sta guidando la Chiesa in tempi difficili con un atteggiamento calmo e ponderato.

L’arcivescovo Pierre ha offerto le sue osservazioni sulle basi del pontificato di Papa Francesco durante una discussione con padre Matt Malone, S.J., editor in chief della rivista America. L’evento si è svolto giovedì presso il New York Athletic Club di Manhattan.

L’arcivescovo ha detto di credere che l’elezione del cardinale Jorge Mario Bergoglio come Papa sia stata provvidenziale, visto che è arrivata in un “momento di grandi cambiamenti nel mondo”. Il porporato argentino era stato preparato ad affrontare questo cambiamento, essendo il principale elaboratore del documento finale prodotto da un incontro di vescovi latinoamericani ad Aparecida (Brasile) nel 2007. La preoccupazione fondamentale dei vescovi durante quell’incontro era stata il fatto di comunicare la fede a una giovane generazione per la quale non era più qualcosa di scontato. Improvvisamente si è verificato un degrado della comunicazione nella società, cosa che il Nunzio attribuisce a varie cause, tra le quali globalizzazione, media e relativismo.

“All’inizio della conferenza, [i vescovi] hanno affermato: ‘Non sappiamo come trasmettere i nostri valori e la nostra fede’. In precedenza, la cultura aiutava a favorire la trasmissione della fede”, ha affermato l’arcivescovo Pierre.

L’input di Bergoglio è stato apprezzato dai suoi confratelli vescovi, che si chiedevano come poter evangelizzare nel nuovo contesto.

Pierre è diventato Nunzio in Messico subito dopo la diffusione del documento di Aparecida.

“I vescovi messicani mi dicevano: ‘Abbiamo qualcuno tra noi che non solo ci aiuta a pensare alla nostra situazione, ma ne sta anche scrivendo’”, ha ricordato.

“È questa la chiave di Papa Francesco”, ha aggiunto. “Ci invita ad essere consapevoli del fatto che stiamo vivendo in una nuova situazione”.

Bergoglio ha portato quella comprensione a un livello globale, e ciò che serve in risposta è un nuovo modo di pensare alla Chiesa, che la veda principalmente come un luogo in cui una persona ha un incontro con Gesù Cristo.

In questo, il nuovo Papa è in continuità con il suo predecessore, ha affermato Pierre. “C’è una splendida frase all’inizio della Caritas in Veritate [enciclica di Papa Benedetto XVI del 2009]: ‘All’inizio dell’essere cristiano non c’è una decisione etica o una grande idea, bensì l’incontro con un avvenimento, con una Persona, che dà alla vita un nuovo orizzonte e, con ciò, la direzione decisiva’. Questa frase è stata ripetuta da Papa Francesco nella Evangelii Gaudium”.

Allo stesso tempo, il background gesuita del Papa gli ha offerto uno strumento efficace per guidare la Chiesa in un periodo difficile.

“In quest’epoca in cui abbiamo bisogno di grande discernimento, Papa Francesco è un uomo in grado di realizzarlo”, ha detto Pierre. “Serve la capacità di analizzare la situazione alla luce di Cristo e dello Spirito. I gesuiti hanno uno splendido strumento di discernimento: gli Esercizi Spirituali di Sant’Ignazio di Loyola”.

“Bergoglio, da buon gesuita, è stato educato con gli Esercizi, ma è anche stato un loro maestro, e ora li applica come Papa. Alcuni mi hanno detto che è come un direttore spirituale di umanità. È per questo che tante persone vanno da lui – solo per avere un po’ di luce in questo momento complicato. Abbiamo davvero bisogno di questa capacità di discernimento. Non c’è discernimento se non c’è ascolto dello spirito”.

Ma questo Papa è anche un uomo di preghiera. “L’ho accompagnato per cinque giorni [nella sua visita] in Messico”, ha ricordato il Nunzio, di origine francese. “L’ho visto. Ho visto la presenza. L’uomo è presente nella realtà. Discerne per tutto il tempo. È in contatto con la realtà. Non ha un’idea preconcetta prima di vedere le cose”.

Quando Bergoglio è stato eletto nel 2013, un importante vescovo messicano ha detto a Pierre di fare attenzione, perché, con le parole del vescovo, “sa esattamente dove andare”.

“Vuole rispondere alle sfide dei tempi essendo come Chiesa, in cui è possibile avere un incontro personale con Cristo”, ha affermato Pierre nell’incontro a New York.

Interpellato su quale potrebbe essere il prossimo passo per riorientare le priorità pastorali della Chiesa, Pierre ha detto che è importante l’invito a una conversione personale.

“Nella Evangelii Gaudium, fa molta attenzione alla conversione pastorale perché la Chiesa possa diventare uno strumento di incontro con Cristo e di conversione personale”, ha affermato. “La sua missione è aiutare la Chiesa ad adattarsi di più alla sua missione, non solo ad adattarsi ai tempi, una sorta di modernizzazione della Chiesa”.

Come esempio, Pierre ha indicato la riforma del Papa del Sinodo dei vescovi, diffusa proprio quel giorno. “Vuole una Chiesa più collegiale, non solo una semplice democrazia, ma la partecipazione di tutti i membri della Chiesa”.

Il Papa si è anche espresso contro il clericalismo, che Pierre ha definito come la tendenza dei leader ecclesiali a “isolarsi dal popolo di Dio”.

“Sacerdoti, vescovi e diaconi dovrebbero essere al servizio della Chiesa”, ha ricordato. “Questo richiede un cambio di atteggiamrnto, sia nei sacerdoti che nel popolo. A volte la gente potrebbe dire ‘Sto aiutando il mio parroco’. No, non state aiutando il vostro parroco, è il parroco che sta aiutando voi”.

Questo appello ad allenarsi a pensare in modo nuovo è parte di quello che Papa Francesco dice fin dall’inizio del suo pontificato: la Chiesa dovrebbe uscire da se stessa, non ripiegarsi all’interno.

“Queste sono parole chiave” di Papa Francesco, ha affermato il Nunzio. “Dovremmo trasformarle nel nostro modo di pensare”.

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