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Bella, perché amata

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L'amore del Padre ci fa sentire più belle!

di Anna Mazzitelli

Qualche giorno fa mi lamentavo della mia “faccia da fine marzo”, delle occhiaie e dei segni inequivocabili di stanchezza, malgrado l’anno sia appena iniziato. L’anno lavorativo, intendo.

Poi è successa una cosa che per qualche istante mi ha fatto specchiare con occhi diversi.

Ho avuto una lunga conversazione telefonica con un vecchio amico, una conversazione su tutto e su niente, su massimi sistemi e sulle sciocchezze, abbiamo riso, ci siamo detti cose serie, ci siamo trovati d’accordo su tanti punti, come accadeva in passato, quando ci frequentavamo un po’ di più.

La nostra amicizia ora, sebbene allentata per via dello spazio e del tempo, si riscopre sempre la stessa, tanto che una volta gli ho domandato come mai, secondo lui, ci fosse questa facilità nel ritrovarsi come se non ci fossimo mai persi di vista, un po’ come succede tra compagni di scuola, che quando si incontrano dopo vent’anni cominciano a parlare dei vecchi professori e ridono come matti.

Lui mi ha risposto che evidentemente la nostra amicizia è fondata sulla roccia. Non una roccia qualunque, ma la Roccia, e su questo sono d’accordo perché spesso è capitato, in passato, che abbiamo pregato assieme, che ci siamo scambiati dubbi e certezze, che ci siamo raccontati vicendevolmente la strada che percorriamo alla ricerca di Dio.

Alla fine di questa telefonata, quando in genere ci si saluta con un “ci sentiamo presto”, oppure “t’abbraccio, buona giornata”, lui ha detto invece “ti abbraccerei volentieri”, che lì per lì mi ha fatto sorridere. Questo sorriso evidentemente mi è rimasto dentro, perché poco dopo, uscendo per andare a scuola, mi sono guardata nello specchio dell’ascensore, e mi sono trovata… dai non riesco a dire “bella”, però, diciamo, con una “faccia da vacanza sulle Alpi”. E obiettivamente non ero bella affatto: i capelli legati stretti stretti, perché ho promesso a me stessa che quest’anno non voglio prendere i pidocchi, gli occhiali, perché per chiacchierare ho fatto tardi e non ho messo le lenti, niente trucco come al solito, ritardo cronico sulla coscienza…

Sto scrivendo per raccontare che in quello specchio non ho visto me stessa, ma il bene che le persone mi vogliono, che quella mattina si era manifestato attraverso un amico. La stessa cosa mi succede quando qualcuno mi manda un messaggio inaspettato che arriva esattamente nel momento in cui serve a tirarmi un po’ su, o quando all’improvviso piove e dalla finestra della mia veranda si vede l’arcobaleno, o quando esco sul terrazzo e scopro che sono fiorite le rose. O quando mio marito mi guarda, pensando che io non me ne stia accorgendo.

Sentirsi amati ci fa sentire bene, e anche più belli.

Allora mi sono venute in mente le suore di clausura, e ho pensato che non ci deve essere nessuno al mondo che viva un’intimità così grande con il Signore come loro, e ne sono certa, altrimenti come potrebbero sostenere una vita come la loro… e ho pensato che anche loro devono essere bellissime, e devono sentirsi belle, perché certamente si sentono amate immensamente dal Padre, e mi sono commossa al pensiero che tutta questa loro bellezza è solo per Lui, per nessun altro, nemmeno per la loro famiglia.

E mi è venuta in mente Maria, che invece mette sua bellezza a disposizione di tutti.

L’artefice della Bellezza ama, e riceve in cambio bellezza!
Che meraviglia!

PS: domani sera, venerdì 21 settembre, alle ore 21:00, io e Stefano saremo a Ferrara, nella Parrocchia di Santo Spirito (via della Resistenza, 5) a presentare il nostro libro in un incontro dal titolo “Ogni drago può essere sconfitto dall’amore di Dio”.

Per l’occasione sfoggerò la mia “faccia da 4 ore di scuola più tre treni con bambini al seguito”… da non perdere.

QUI IL LINK ALL’ARTICOLO ORIGINALE

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