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Il marito va in coma. La moglie non lo abbandona. E accade un vero “miracolo”

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Matt e Danielle nel 2017
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"...di esserti fedele nella gioia e nel dolore". Così Danielle ha voluto accudire il suo giovane compagno di vita Matt Davis, dilaniato da un incidente stradale. E contro ogni parere medico ha iniziato a curarlo. Sette anni dopo Matt è rinato, parla e cammina

Sono trascorsi 7 anni dal giorno che ha cambiato per sempre la vita di Danielle Josey e Matt Davis.

Eppure il disegnò di Dio ha voluto che quella tra i due giovani di Savannah, una città della Georgia, negli Stati Uniti, fosse una storia a lieto fine, di grande esempio per molte coppie di giovani sposi. Lui entra in coma dopo un incidente stradale e la situazione sembra senza via d’uscita. Per i medici si può staccare la spina: Matt vivrà come un vegetale, dicono, se vivrà (Tempi.it, 2015).

Nella foto qui sotto ecco come il giovane si presentava dopo quel terribile incidente.

L’impossibile

Danielle però crede nell’ “impossibile”. Lo porta a casa, lo cura, lo accudisce e prega tanto. Ricorda quella promessa pronunciata nel giorno del “si”: «Di esserti fedele sempre nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia e di amarti e onorarti tutti i giorni della mia vita». E all’improvviso Matt inizia a dare segnali insperati. Si muove, chiede del cibo, si risveglia, recupera man mano la memoria. Fino a camminare e a salire persino le scale. Progressi lenti, ma visibili.

L’ospedale e il coma

Tutto ha inizio nel luglio 2011. Dopo sette anni di matrimonio, Matt e Danielle sono una coppia felice che vive a Savannah. Si amano, vivono una vita normale, tranquilla. Sono entrambi giovani, lui 26, lei 27 anni, e fervidi credenti. Quando a Matt accade l’incidente stradale, Danielle ne rimane sconvolta. Tanto più perchè i medici chiudono le porte alla guarigione (Fox news, 2015).

Eppure la donna non si rassegna. Dice alla madre che anche se Matt fosse rimasto per sempre incosciente avrebbe voluto sistemarlo in una stanza da cui si poteva vedere il panorama: «Se dobbiamo portarlo a casa, almeno facciamo in modo che goda della vista migliore del mondo».

Il ritorno a casa

E così l’uomo, dopo aver ricevuto le cure necessarie in ospedale, viene trasferito a casa in stato vegetativo. Qualche settimana dopo, Danielle nota che Matt cerca di parlare, sussurrare qualcosa. «Gli misi in mano il suo cappello, chiedendogli di metterselo in testa. Dopo averglielo ripetuto più volte ansimò: “Ci sto provando!”. È stata la cosa più grandiosa che abbia mai sentito!».

Sono i primi segnali del risveglio che avviene poco dopo, ma con una sorpresa: la memoria di Matt ha cancellato gli ultimi tre anni.

Vimeo

10 anni per tornare come prima

Da sei anni la giovane sposa lavora senza sosta sia per il recupero del marito (che è tornato a camminare) sia per mantenere la famiglia.

E dato che l’assicurazione ha smesso di coprire i trattamenti, nonostante il fatto che a Matt serviranno ancora parecchi anni per riprendersi completamente dal trauma, Danielle ha messo in piedi anche una raccolta fondi per lui su GofundMe.com grazie alla quale ha raccolto diverse migliaia di dollari.

La mano di Dio

«Ero assolutamente certa che Dio mi avrebbe aiutata ad attraversare questa situazione, non ho pensato che fosse troppo per me», ha detto Danielle dopo i progressi, contro ogni parere dei medici, del suo amato marito. E chissà che un giorno non potranno davvero tornare così gioiosi e spensierati come in questa foto.

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