Ricevi Aleteia tutti i giorni

Non vuoi fare nessuna donazione?

Ecco 5 modi per aiutare Aleteia

  1. Prega per il nostro team e per il successo della nostra missione
  2. Parla di Aleteia nella tua parrocchia
  3. Condividi i contenuti di Aleteia con amici e familiari
  4. Disattiva il tuo AdBlock quando navighi nel nostro portale
  5. Iscriviti alla nostra Newsletter gratuita e non smettere mai di leggerci

Grazie!
Il team di Aleteia

iscriviti

Aleteia

Primo nipote “di design” ottenuto dallo sperma del figlio deceduto

FECONDAZIONE IN VITRO
Condividi

Una coppia di ricchi britannici ha avuto la disgrazia della morte dell'unico figlio, 26 anni, a causa di un incidente in moto. Ciò che hanno fatto dopo è agghiacciate ma coerente con l'idea di desiderio che va per la maggiore

Quello che si vede ora è un bimbo di tre anni che sgambetta per la casa e il giardino dei nonni. Non ha il papà poverino e nemmeno la mamma. Poco male se ci sono due granparents amorevoli e benestanti che se ne fanno carico. Avranno trovato in lui una seconda, dolente giovinezza. Sospiro desolato. Segue sorriso di consolazione, seppure mesta.

Dall’incidente mortale alla decisione di progettarsi un nipote. Maschio

Mi dispiace ma dobbiamo cambiare totalmente gamma di espressioni facciali, emozioni, ed esternazioni. Ma soprattutto dobbiamo prima venire a capo della vicenda e darne un giudizio. La verità è questa:

il figlio unico di questa coppia muore, per un incidente in moto. Viene ritrovato dopo due giorni. E da qui in avanti si inanella una catena di orride “buone” intenzioni, illegalità, spietatezza e business. Innanzitutto la lucida follia dei due che tra le lacrime e in singhiozzi forse avranno digitato “quanto dura lo sperma post mortem?” su Google Chrome; e visto che i risultati della prima pagina confermavano tutti “circa 72 ore” avranno percorso la rubrica dei loro smartphone e trovato l’urologo che facesse al caso loro.

Estratto lo sperma, congelato lo sperma, spedito lo sperma. Una trama che chiamano desiderio

Da Google non ce lo si poteva aspettare ma dall’urologo forse sì: «fermatevi signori, ragionate. E’ questa la cosa giusta da fare?»: Si vede che le 72 ore correvano veloci. Con il loro prezioso carico appena estratto vanno a farselo congelare. Dopo un anno lo spediscono tramite corriere medico specializzato in una clinica che ha nel proprio logo un sole californiano che in realtà è anche un ovulo femminile; grazie ad un’animazione flash -credo – uno spermatozoo  molto carino si appresta a fecondare. Ondine azzurre sullo sfondo.

Il loro eroe, la persona che non solo ha la tecnologia per accontentarli ma anche la compassione necessaria a farsi carico del dolore di questi signori (forse tutto questo si può sintetizzare con “pelo sullo stomaco“), è un medico americano dal cognome ebraico. Viso pulito, sorriso controllato, sguardo assertivo e accogliente insieme. Guardatelo mentre presenta i servizi della clinica Jolla IVF dedicati alla comunità LGBT. E’ David Smotrich. Dirà poi in un sussulto di qualcosa che in effetti è strana come procedura e ancora piuttosto rara. Lui l’ha fatta solo cinque volte, per intendersi (Daily Mail). E illegale nel Regno Unito. Ma, impossibile non chiederselo, è davvero questo il problema principale?

Scelta a catalogo della “nuora-mamma”, dell’embrione di sesso maschile e della gestante surrogata

Ma la strada per arrivare al bimbetto che gioca in cortile è ancora lunga; su non divaghiamo, ci sono da scegliere ancora la donatrice e la surrogata. La fornitrice dell’ovulo è la donna più simile alla loro nuora ideale. Probabilmente sarà stata gentile, laureata, carina ma non procace e come lo faceva lei il roast-beef…

Ora serve una surrogata; nel frattempo scartiamo dai quattro embrioni imbastiti quelli femmina perché, caro siamo d’accordo no?,  noi lo vogliamo maschio; ci sembrerà di vedere vivere ancora il nostro, di figlio. Per la fornitrice del servizio “gestazione” basta che sia robusta, in salute, affidabile e senza grilli per la testa. Su forza, il più è fatto. Che stress dev’essere stato gestire tutte queste cose, prendere così tante decisioni. La scelta cade una donna americana che svolgerà il suo servizio egregiamente nel corso del 2015.

E finalmente si levano alte le grida di protesta: è illegale!

Non avevano il consenso del figlio all’estrazione dello sperma. Non era legale congelare lo sperma, né spedirlo in USA. Non è legale selezionare gli embrioni in base al sesso. Si sono fatti un nipote “rubandolo” al figlio. Il Dottor Smotrich da San Diego fa sapere che è stato felice di aiutare queste persone così addolorate, tanto tanto ricche e tanto, troppo infelici. Chi siamo noi per insinuare che senza la prima condizione sulla seconda si sarebbe fatto una cinica, grassa risata? Lui è abituato ad accontentare ricchi aristocratici, politici, reali minori ad aggirare le rigide, troppo rigide leggi britanniche. Non vuole vederli soffrire, tutto qui.

In conclusione ciò che scuote il residuo fisso ma forse nemmeno tanto di coscienza europea è questo: non c’era il consenso e non si possono scartare le femmine. Le questioni tipo quel bambino è persona libera e inviolabile, mancano i genitori, manca l’unione carnale dei genitori, è immorale pretendere di diventare genitori di un nipote progettato a tavolino, (“di design” si dice, impariamolo diventerà trend topic), è eticamente inaccettabile produrre embrioni e per giunta sacrificarne alcuni, non interessano nessuno, pare. Manca il consenso, meglio se informato. Per il resto tutto ok.

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni