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I 7 peccati dell’evangelizzatore cattolico (tranquilli, per tutti c’è un antidoto!)

Catholic Link - pubblicato il 19/09/18

5. Non lasciarsi aiutare dagli altri

A volte ci riteniamo dei “supercristiani”, capaci di fare tutto allo stesso tempo senza bisogno del benché minimo aiuto da parte degli altri. Partecipiamo a catechesi, pastorale giovanile, coro e missioni notturne, organizziamo ritiri… tutto insieme. Ci mettiamo a fare migliaia di cose e finiamo per essere stanchi e frustrati. Vi è mai successo? A me sì, e anche spesso. È perché non ci lasciamo aiutare. Grazie a Dio nella Chiesa ci sono molti fratelli che possono coadiuvarci in qualsiasi iniziativa. Dobbiamo aprir loro la porta e permettere che ci diano una mano.

Cosa si può fare? Chiedere a Dio di aumentare la fiducia in noi stessi, negli altri e in Lui. La fiducia ci aiuterà a condividere il peso del lavoro quotidiano, e se gli altri sbagliano non succede niente, è capitato a tutti qualche volta. Imparare a confidare negli altri è la chiave per lasciarsi aiutare. Se non ci lasciamo aiutare all’interno della Chiesa, come potremo aprire il nostro cuore agli altri quando hanno bisogno di sostegno interiore, incoraggiamento o forza nelle difficoltà?

6. Annunciare senza conoscere bene il messaggio

Ci fermiamo a quello che abbiamo ascoltato, a volte con spiegazioni rapide di quello che bisogna fare senza cercare ulteriori informazioni o studiare meglio il tema. Possono passare anni prima di renderci conto che abbiamo una formazione cristiano-cattolica molto di base. Possiamo anche cambiare fede quando arrivano i nostri fratelli separati e ci riempiono di citazioni e interpretazioni della Bibbia che ci lasciano a bocca aperta e senza parole di fronte a ciò che ci è sconosciuto.

La catechesi, i ritiri, le riunioni dei vari gruppi, le prove del coro e ogni attività nella Chiesa dev’essere imbevuta di Gesù e del suo messaggio. Diceva San Girolamo: “Non conoscere la Scrittura equivale a non conoscere Gesù Cristo”. Possiamo applicare questa frase al catechismo, alla liturgia, alla dottrina sociale della Chiesa, alle esortazioni e alle encicliche papali e a ogni documento che ci aiuta a comprendere di più la fede cattolica.

Comprendere ci porta a spiegare, ma tutto questo è vano se non conosciamo la persona di Gesù in un’esperienza viva e personale, che è la base di ogni azione apostolica e di ogni frutto che possiamo dare.

Cosa si può fare? Formarsi e leggere molto. La formazione è integrale, entra in ogni ambito della nostra vita: in famiglia, nei costumi, nelle abitudini (vizi e virtù), nel modo in cui facciamo apostolato, in come ci rapportiamo a Dio e agli altri, in come preghiamo… E leggere molto aiuta a comprendere cose che prima non capivamo, a renderci conto di tanti perché, a fugare i dubbi e ad aiutare altri a risolvere i loro.

7. Progressiva mondanizzazione dei criteri

È un pericolo di fronte al quale dobbiamo stare molto attenti. La fede cattolica parla di tre nemici della nostra anima, quelli che ci spingono a peccare: il demonio, la carne e il mondo. Quest’ultimo entra sottilmente quasi senza fare rumore. Si attribuisce al Mahatma Ghandi la frase: “Cura i tuoi pensieri, perché diventeranno le tue parole. Cura le tue parole, perché diventerano le tue azioni. Cura le tue azioni, perché diventeranno le tue abitudini. Cura le tue abitudini, perché diventeranno il tuo destino”, ed è vero – se lasciamo che il mondo entri nella nostra vita, a poco a poco ci incammineremo verso di lui.

Ma cosa significa seguire i criteri del mondo? Vuol dire far propri i suoi valori, a volte contrari alla nostra fede, passare sopra gli altri per spiccare, l’indifferenza nei confronti del bisognoso, la ricerca di piaceri temporali, la gioia per le cose materiali, volere quello che hanno gli altri… E quando a corrompersi sono i leader il disastro è ben maggiore.

Cosa si può fare? Pregare e cercare l’unione con Dio. Non permettete che il mondo vi fagociti. Siamo nel mondo ma non del mondo, non dobbiamo mai dimenticarlo. La preghiera sarà sempre l’antidoto efficace contro ogni malvagità, ogni tentazione, ogni azione del demonio o del mondo che vuole strapparci alla sua presenza. Non vendete per poche monete chi ha dato tutto per voi.

Per concludere, vorrei rivolgervi un invito molto speciale a partecipare alla conferenza online «El arte de aceptar nuestras debilidades», in cui offriremo elementi per poter imparare a vedere in modo obiettivo i propri errori e comprendere che vi hanno permesso di imparare molto e che il cammino da percorrere è ancora lungo.

Voler condividere con gli altri la Parola di Dio richiede umiltà, amore e dedizione. Se vi siete identificati con qualcuno di questi peccati che abbiamo menzionato niente paura! Tutti commettiamo degli errori, la chiave sta nel voler cambiare e nel lavorare con amore per riuscirci.

QUI L’ORIGINALE

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evangelizzazionepeccati
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