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I 7 peccati dell’evangelizzatore cattolico (tranquilli, per tutti c’è un antidoto!)

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di padre Edgar Henríquez Carrasco

Nella comunicazione c’è un principio che dice “Tutto comunica e tutti comunichiamo”. Questa frase assume grande importanza quando parliamo di comunicare Cristo nel mondo. Come stiamo evangelizzando? Comunichiamo Lui o cerchiamo di comunicare noi stessi? Queste e altre domande troveranno risposta se analizzate la vostra azione apostolica e siete sinceri con voi stessi.

Fermatevi un momento e riflettete su quello che state facendo, sulle vostre responsabilità pastorali, sulla motivazione di fondo delle vostre azioni. Se Cristo è il centro della vostra vita, il vostro modelo e l’esempio da seguire, sarete certi di essere sulla strada giusta. In caso contrario, vi invito a cercare la radice del problema e a predisporre i mezzi per risolverlo. Ecco 7 peccati che possono commettere gli evangelizzatori cattolici. Forse ne state commettendo uno, ma niente paura! Tutti si possono sanare in un modo o nell’altro.

1. Mettersi al centro del messaggio

È un pericolo reale e il più comune di tutti. La tentazione è comunicare se stessi anziché comunicare Cristo. Come si manifiesta? Quando parliamo molto di noi, quando cerchiamo l’applauso del mondo, quando permettiamo che le parole “fama” e “successo” entrino nella nostra vita come una priorità…

Iniziamo dalle piccole cose: “Mi piace”, commenti, immagini personali sulle reti apostoliche, ecc., fino a opacizzare a poco a poco il messaggio di Gesù. E cosa succede quando assumiamo questo atteggiamento? Comunichiamo una Chiesa molto umana e un Cristo assai imperfetto riflesso nei nostri atteggiamenti e nelle nostre foto e parole (che sono molto personali). “Ritagliamo” l’annuncio del Vangelo e lo riduciamo alla nostra persona. È come mangiare un piatto di minestra insipida, perché senza Gesù non possiamo far nulla.

Cosa si può fare? Crescere nell’umiltà. Non bisogna dimenticare che è per Cristo che lottate, che è Cristo che comunicate, che è la sua Parola che annunciate, e non voi stessi. Soffermatevi un attimo a pensare alle vostre azioni apostoliche e chiedetevi: “Cosa cerco, comunicare Gesù o me stesso?” Siete ancora in tempo per fare qualcosa per rimediare.

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