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Tre segreti per superare la dipendenza dalla tecnologia

TECHNOLOGY
Mindof - Shutterstock
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Forza, alternative, dissidenza

Osservare come gli adolescenti fanno girare praticamente tutto il loro tempo libero, i loro rapporti e le loro speranze intorno agli schermi è piuttosto deprimente. C’è ancora qualche ingenuo tecnofilo che continua a difendere queste nuove forme di socializzazione e non si è reso conto che i guru della Silicon Valley portano i propri figli in scuole che usano libri e hanno proibito i tablet in casa loro.

Al di là di questa esigua minoranza, l’ha constatato chiunque abbia voluto rendersene conto: i bambini e gli adolescenti sono sempre più aggrappati alla tecnologia (dipendenza, detto di passaggio, alla quale non sfuggiamo neanche noi adulti). Per verificarlo, basta guardare ai semafori rossi, ai tavolini dei bar, sulle panchine al parco.

Cosa possiamo fare per fermare questa ondata di dipendenza nei confronti della tecnologia?

In primo luogo non dobbiamo essere ingenui, e sapere che l’attrazione nei confronti della tecnologia non ha probabilmente paragoni nel corso della storia. Migliaia di esperti e professionisti dell’intrattenimento e del neuromarketing vivono disegnando un ambiente digitale in grado di creare dipendenza negli utenti.

I loro guadagni sono i nostri dati e i nostri clic. Sanno come funziona il nostro cervello, come stimolarlo per fargli sembrare Internet sempre più attraente. Sanno chi siamo, dove viviamo, quali sono i nostri gusti, quali sono stati i nostri ultimi 10 milioni di clic su Internet, e utilizzano tutte queste informazioni per rendere la Rete un ambiente irresistibile, come un negozio di dolciumi gratis per un bambino.

Leggi anche: Un millennial inventa una soluzione brillante alla dipendenza dal cellulare

Chi può resistere? Per questo, il primo atteggiamento per educare a un uso intelligente della Rete è forse mettere da parte l’ingenuità e rendersi conto della difficoltà dell’impresa. La dipendenza da Internet è quasi irresistibile.

In ogni caso, il fatto che sia un’impresa difficile non vuol dire che sia impossibile. Non possiamo lasciare i nostri figli e le nostre figlie alla mercè di quello che vogliono fare con loro e di loro gli sviluppatori della Silicon Valley o quattro youtubers ingegnosi.

Dobbiamo insegnare loro a resistere. Ogni dipendenza, anche quella da Internet, genera tristezza, ansia, delusione, solitudine e fallimento. Come educatori, non possiamo quindi conformarci alla lamentela e alla passività. Bisogna rimboccarsi le maniche e decidersi a rendere i minori a noi affidati dei veri dissidenti in un mondo di dipendenti da Internet, di obesi digitali.

Come? Personalmente, mi piace parlare di tre atteggiamenti:

1. Essere forti

I bambini devono sentire molte volte la parola NO. So che non è politicamente corretto. Ci piace il flower power, la bella atmosfera, e ci spaventa il vituperato autoritarismo. Mi dispiace: per educare a Internet l’atmosfera piacevole non serve.

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