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Un’altra ombra: 20 tra cardinali e vescovi in Olanda hanno coperto abusi sessuali su minori

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I casi di pedofilia risalirebbero quasi tutti alla seconda metà del '900. Il portavoce della Conferenza Episcopale: ora c'è prevenzione e non accadono più, vittime già risarcite

Nuove ombre di pedofilia sulla Chiesa cattolica. Questa volta tocca all’Olanda. Come nei casi di Cile e Pennsylvania si tratta di casi non recenti, ma che hanno coinvolto oltre metà dei vescovi e cardinali dell’Olanda attivi fra il 1945 e il 2010.

I prelati erano a conoscenza di aggressioni sessuali commesse ai danni di bambini. È quanto denuncia il quotidiano olandese Nrc (16 settembre), in una vasta inchiesta.

Il giornale scrive che, nel corso di 65 anni, 20 dei 39 cardinali, vescovi e vescovi ausiliari olandesi «hanno coperto abusi sessuali, permettendo ai responsabili di fare molte altre vittime» e spiega che, dei 20 coinvolti, «4 hanno abusato di bambini e altri 16 hanno permesso il trasferimento in altre parrocchie dei preti pedofili, che avrebbero così potuto causare nuove vittime» (Corriere della Sera, 17 settembre).

La conferma della Chiesa olandese

Contattata da AFP, la portavoce della Chiesa olandese Daphne van Roosendaal ha riferito che può «confermare una parte» delle rivelazioni. Altri elementi, invece, sono basati su informazioni anonime fornite da un’unità di assistenza alle vittime allestita dalla Chiesa stessa (Il Sussidiario, 17 settembre).

“Oggi non può più accadere”

Precisa, però, van Roosendaal che l’articolo di Nrc «è stato ripreso in altri giornali ed è passata l’idea che i vescovi ‘sapevano’ degli abusi, cosa che non sempre è vera», in particolare quando un sacerdote veniva trasferito da una diocesi a un’altra. «Questo però oggi non può più accadere», osserva van Roosendaal.

Molti casi degli anni ’50-’70

Le informazioni usate da Nrc usate deriverebbero da tre fonti: l’indagine Deetman, voluta dalla Chiesa olandese; fonti proprie; informazioni del “Meldpuntmisbruikrkk”, il Centro di segnalazioni per abusi sessuali, altra emanazione della Conferenza episcopale. «Il problema è che fa un elenco di nomi che io non posso confermare», perché le denunce del Centro di segnalazioni non sono pubbliche e i nomi sono coperti da riservatezza.

Spiega poi van Roosendaal, che «molti dei casi citati risalgono agli anni ‘50-‘70 e molti dei vescovi citati o sacerdoti coinvolti sono morti».

Il “Centro di segnalazioni”

E, comunque sia, «sono tutti casi già affrontati e precedenti al 2010/2011, quando sono entrate in vigore nuove regole riguardo il trasferimento di sacerdoti e un codice di comportamento per prevenire gli abusi».

Queste persone, conclude il portavoce della Conferenza Episcopale olandese, che «si sono già rivolte al “Centro di segnalazioni”, hanno avuto la possibilità di parlare con la Chiesa, ricevere aiuto, si sono aperte indagini per volontà della Chiesa ed è stato dato loro un risarcimento economico» (Agensir, 17 settembre).

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