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Sposarsi ad Assisi? Il vescovo “frena” i matrimoni e spiega il motivo

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Monsignor Sorrentino, che guida la diocesi della città di San Francesco, avverte gli sposi provenienti dalle altre diocesi: stop alle nozze da cartolina

No al matrimonio da cartolina o alla scelta di chiese per motivi estetici, motivazioni che spingono tanti a individuare Assisi come luogo ideale per le nozze.

L’arcivescovo di Assisi Domenico Sorrentino richiama al rispetto della normativa in materia che indica nelle chiese parrocchiali di origine degli sposi la prima scelta per chi intende celebrare il sacramento del matrimonio.

WEDDING,COUPLE,LOVE
@poczatekwiecznosci.pl/Instagram

“Non è un divieto”

«Nessun divieto o preclusione alla celebrazione dei matrimoni nella nostra città, solo un appello alla responsabilità, anche alla luce della crisi della famiglia – dice il vescovo Sorrentino – In Assisi si celebrano tanti matrimoni di fedeli che vengono da fuori diocesi e persino da fuori Italia. Ma c’è una regolamentazione, stabilita nel Codice di diritto canonico e nel Direttorio di pastorale familiare della Conferenza Episcopale Italiana, precisata nel Sinodo diocesano, e dettata da buone ragioni pastorali» (San Francesco Patrono d’Italia, 4 settembre).

La normativa della CEI

La normativa a cui si riferisce monsignor Sorrentino, espressa nel Direttorio di pastorale familiare della CEI n. 82, è a vantaggio di un cammino di coppia che sia compiuto con senso di responsabilità e di partecipazione comunitaria nelle parrocchie di provenienza degli sposi, lasciando il discernimento delle loro motivazioni per la celebrazione in Assisi ai rispettivi parroci.

«Solo per validi «motivi di necessità o di convenienza pastorale» il matrimonio può essere celebrato in altre parrocchie24. Solo con il permesso dell’Ordinario del luogo o del parroco potrà essere celebrato in altra chiesa o oratorio, e solo in presenza di “particolari ragioni pastorali” l’Ordinario del luogo può permettere che il matrimonio sia celebrato in una cappella privata o in un altro luogo conveniente».

MONS. DOMENICO SORRENTINO
GIANCARLO GIULIANI/CPP

Motivo “estetico” e “panoramico”

Sorrentino è molto chiaro: «Per molti c’è soltanto un motivo estetico. Piace una chiesa, un panorama, il contesto culturale e spirituale, e si decide di venire ad Assisi. In alcuni casi è vera devozione. Ma i motivi per preferire le proprie parrocchie di origine sono importanti».

Meglio fare il corso nella propria parrocchia

I sacramenti, sottolinea il vescovo, sono «una espressione della vita ecclesiale. Nella nostra diocesi – come credo in tante altre – diamo molta importanza a questo aspetto. Cerchiamo di fare in modo che le coppie si preparino bene al matrimonio, assumendone pienamente gli impegni più esigenti come la fedeltà, l’indissolubilità e l’apertura alla vita. A questo scopo suggeriamo non solo un “corso”, ma un “percorso”, all’interno della parrocchia».

ASSISI BASILICA
Trolvag I CC BY-SA 3.0
ASSISI – Situata a 150 chilometri da Roma, la città medievale ospita la basilica di San Francesco, costruita nel 1230, la cattedrale romana e la chiesa barocca di Santa Maria degli Angeli.

“Famiglie del Vangelo”

Quando le coppie fanno questo percorso, «si ritrovano in modo naturale nel contesto della comunità, e sentono il desiderio di sposarsi non lontano, ma nel vivo della loro realtà parrocchiale, scegliendo la parrocchia dello sposo o della sposa».

«Meglio ancora – prosegue monsignor Sorrentino – quando arrivano al matrimonio facendo esperienza di quelle piccole comunità familiari, ad Assisi le chiamiamo “famiglie del vangelo”, che saranno un sostegno al loro cammino di coppia e di famiglia nei momenti difficili. Troppi matrimoni cominciano con confetti e marce nuziali, ed entrano in crisi in poco tempo!».

“I nodi prima o poi vengono al pettine”

È vero che molti dei matrimoni celebrati ad Assisi sono stati poi interessati da cause di nullità matrimoniali? Anche in questo caso la replica del vescovo è molto schietta: «Ė vero, ma senza esagerare. Ho conosciuto anche delle coppie che mi hanno testimoniato la bellezza della loro unione, benedetta decenni prima nella nostra Città. Può tuttavia capitare che chi sceglie di venire ad Assisi, allontanandosi dalla propria comunità, spesso non ha fatto fino in fondo il cammino di preparazione. E i nodi, prima o poi, vengono al pettine» (Assisi Oggi, 5 settembre).

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