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“Papal Foundation” e “Legatus”: la finanza americana frena le donazioni al Vaticano?

PASSETTO ROME
© CPP/CIRIC
Il celebre Passetto di Borgo è stato riaperto al pubblico dopo il suo restauro. Si tratta di un passaggio fortificato tra il Vaticano e Castel Sant’Angelo, che i Papi prendevano per andare a mettersi al riparo. L’ultimo a prenderlo fu Clemente VII nel 1527.
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Sono due importanti fonti economiche per le diocesi Usa e la Santa Sede. Ma dopo gli scandali sessuali la tensione è alta. Vi spieghiamo perchè 

Queste imprese hanno congelato le donazioni al Vaticano preferendo un fondo “escrow”.  La notizia è stata diffusa dal Wall Street Journal (7 settembre).

L’organizzazione, che si identifica con il fronte conservatore del cattolicesimo americano e il cui nome completo è “Legatus, Ambassadors for Christ in the Market Place”, aveva raccolto nei primi otto mesi del 2018 circa 820 mila dollari.

“Doveroso chiedere chiarimenti”

«Alla luce delle recenti rivelazioni, pensiamo che sia rispettosamente doveroso chiedere chiarimenti sull’uso specifico di questi fondi», ha scritto il filantropo Thomas Monaghan, che presiede dal 1987 Legatus ma è noto anche come fondatore, dopo aver venduto Dominòs Pizza una decina di anni fa, di Ave Maria, una città nuova di zecca della Florida che avrebbe dovuto essere governata dai principi della fede: l’esperimento non è andato in porto.

Youtube
Thomas Monaghan

Secondo un portavoce dell’organizzazione, fanno parte di Legatus circa tremila imprenditori cattolici praticanti. Nella lettera Monaghan afferma di aver raccolto le opinioni di molti membri di Legatus «a proposito dell’attuale crisi della Chiesa». Ma ha aggiunto di aver personalmente sollevato questioni «sul tipo di rendiconti finanziari adottati in Vaticano per i contribuiti in beneficenza» (Il Messaggero, 7 settembre).

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