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“Papal Foundation” e “Legatus”: la finanza americana frena le donazioni al Vaticano?

PASSETTO ROME
© CPP/CIRIC
Il celebre Passetto di Borgo è stato riaperto al pubblico dopo il suo restauro. Si tratta di un passaggio fortificato tra il Vaticano e Castel Sant’Angelo, che i Papi prendevano per andare a mettersi al riparo. L’ultimo a prenderlo fu Clemente VII nel 1527.
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Sono due importanti fonti economiche per le diocesi Usa e la Santa Sede. Ma dopo gli scandali sessuali la tensione è alta. Vi spieghiamo perchè 

La bufera degli abusi sessuali nel clero negli Stati Uniti e le polemiche suscitate dal dossier Viganò starebbe avendo ripercussioni, secondo Il Messaggero (10 settembre), sulle finanze della Santa Sede. Gli imprenditori cattolici americani avrebbero stretto il portafogli come avvenne nel 2001, quando le donazioni calarono e alcune diocesi ebbero grossi problemi economici.

Due i campanelli d’allarme. Il primo proviene dalla Papal Foundation. La ricca fondazione americana ha come missione «servire il Santo Padre e la Chiesa Cattolica Romana». E’ formata da un insieme di donatori laici che collaborano con le più alte gerarchie ecclesiastiche americane per sovvenzionare opere di carità, formazione in ambito cattolico, realizzazione di strutture scolastiche private, ecc. L’ammontare delle donazioni, si legge sul sito ufficiale, è arrivato a 215 milioni di dollari.   

La “triade”

Chi è al vertice della fondazione? Il presidente è l’arcivescovo di Washington, il cardinale Donald Wuerl, e un peso rilevante lo tengono il vescovo americano del West Virginia (Diocesi di Wheeling-Charleston) , Michael Bransfield e l’ex cardinale, nonché cofondatore, Theodore McCarrick, 88 anni, arcivescovo di Washington dal 2000 al 2006 (che tra l’altro ha presieduto l’ordinazione a vescovo di Bransfield nel dicembre 2004).

Cosa hanno in comune questi tre alti prelati? Che attualmente sono implicati in inchieste riguardanti presunti abusi sessuali.    

La vicenda McCarrick

Wikipedia CC

Quella più nota dei tre, è l’inchiesta che riguarda McCarrick. Come ricorda VaticanNews a giugno 2018 il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, su indicazione di Papa Francesco, aveva già dato istruzioni affinché il cardinale McCarrick non esercitasse più pubblicamente il suo ministero sacerdotale. La decisione faceva seguito alle conclusioni di una Commissione dell’arcidiocesi di New York, che aveva definito «credibili e fondate» le accuse contro McCarrick riguardo ad abusi da lui compiuti su un minore oltre 45 anni fa quando era prete a New York. McCarrick aveva accolto la decisione pur dicendosi innocente.

Nei giorni successivi una approfondita inchiesta del New York Times aveva rivelato che c’erano altre accuse nei confronti di McCarrick e che nel passato due diocesi in cui il prelato era stato vescovo – Metuchen e Newark – pur senza ammettere alcuna colpa avevano risarcito, rispettivamente per 80mila e 100mila dollari, due ex sacerdoti che lo avevano accusato di abusi sessuali (subiti quando erano maggiorenni) (Avvenire, 28 luglio).

Le dimissioni di Wuerl

These images reflect the Blue Mass that marks the beginning of National Police Week in the Nation's Capital and Customs and Border Protection's involvement in paying tribute to Fallen Officers. The Archbishop of Washington D.C., Cardinal Donald William Wuerl, presides over the event annually. Photo by James Tourtellotte.

Wuerl è invece accusato di avere coperto l’ex cardinale McCarrick. Domenica 8 settembre è stato contestato per questo motivo da un gruppo di fedeli e l’11 settembre ha inviato una lettera ai sacerdoti della sua diocesi affermando che presto discuterà con Papa Francesco della possibilità di sue dimissioni. Ufficialmente per motivi legati all’età, avendo già compiuto 78 anni. Di fatto perché criticato per la sua gestione del caso McCarrick.

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