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Perché mi risulta tanto difficile non giudicare gli altri?

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Sento che in me c'è un sentimento ferito che mi fa cercare la debolezza e la fragilità negli altri, forse per sentirmi meglio

Ricordo il poliziotto dell’opera di Victor Hugo I Miserabili. Diceva a Dio: “Sulla porta d’ingresso del Paradiso sta scritto che chi vacilla e cade deve pagare il prezzo”. Non voglio essere così rigido e inflessibile. Il poliziotto viveva per arrestare chi era caduto. Non voglio vivere la mia esistenza individuando infrazioni, scoprendo crimini, perseguendo delitti. Voglio guardare in basso, verso gli uomini, con misericordia. Voglio imparare a guardare chi soffre come lo guarda Dio. Guardare con compassione chi non fa tutto bene, il povero che non riesce ad avere una vita piena. Ho bisogno di avere un cuore misericordioso e docile. Un cuore aperto a Dio e agli uomini. Un cuore comprensivo.

Una persona diceva a un’altra: “Sei la prima persona religiosa che mi parla senza giudicarmi. In casa mia non mi hanno mai parlato di Dio, solo della Chiesa”.

Vorrei guardare sempre in questo modo. Mi piace quella purezza di cuore che non vede intezioni perverse, non intuisce peccati nascosti e non giudica tutto quello che fanno gli altri. Serve un cuore puro per guardare così le persone.

Diceva padre Josef Kentenich parlando dell’innocenza dei bambini: “Negli occhi puri di un bambino si riflette in primo luogo tutta la grandezza della creazione che il bambino ha accolto in sé. Si riflette tutto il divino che porta in sé. Noi, guardandolo, sentiamo che tra il bambino e Dio c’è solo una pellicola tenue, una parete sottile”.

Vorrei avere lo sguardo di un bambino per guardare la vita in questo modo. Sento che in me c’è un sentimento ferito che mi fa cercare la debolezza e la fragilità negli altri, forse per sentirmi meglio. È forse per questo che non trovo sia facile seguire quello che mi chiede Gesù.

Diceva Papa Francesco nell’incontro per le famiglie che ha avuto luogo in Irlanda: “Riconosciamo umilmente che, se siamo onesti con noi stessi, possiamo anche noi trovare duri gli insegnamenti di Gesù. Quanto è sempre difficile perdonare quelli che ci feriscono! Che sfida è sempre quella di accogliere il migrante e lo straniero! Com’è doloroso sopportare la delusione, il rifiuto, il tradimento! Quanto è scomodo proteggere i diritti dei più fragili, dei non ancora nati o dei più anziani, che sembrano disturbare il nostro senso di libertà”.

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