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“Ecco, non mi ama più!” pensa lei. Ma lui sta solo guardando i goal sullo smartphone

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Quale uomo dotato di anello, di fronte alla produzione quasi hollywoodiana di storie intrighi e retroscena, realizzata dall'esemplare di genio femminile che ha sposato, può evitare di uscirsene, almeno di tanto in tanto, con sguardi degni di Marlon Brando?

Lettere a una moglie #2 (ovvero l’esodo del duo con l’anello noto in tutto il mondo come Mienmiuaif) di Giuseppe Signorin

“I feel a-tragic like I’m Marlon Brando, when I look at my China girl”. David Bowie si sentiva tragico come Marlon Brando, quando guardava la sua ragazza cinese, amore mio. A me basta guardare la mia mogliettina veneta, magari durante le riprese del videoclip che abbiamo girato al supermercato la scorsa settimana, per sentirmi allo stesso modo. La mia prima performance attoriale. Da protagonista (ovviamente). Come David Bowie in “China Girl”, se devo dare un nome al mio stato d’animo e al modo in cui i miei occhi erano fissi sui tuoi, non posso che pensare a Marlon Brando. A saperlo prima, che ero così talentuoso nell’arte di recitare, col Tuborg che mi arrabattavo in una punk band.

Ma magari Martin Scorsese vede il videoclip di “Ogni settimana mia moglie mi manda a fare la spesa mensile”, appena esce, e tutto cambia. “Lo pseudo chitarrista dei Mienmiuaif è uscito dal gruppo ed è diventato il nuovo Marlon Brando”. Già immagino i titoli dei giornali. Scherzo, amore mio. Nonostante sia probabile che la mia prima performance attoriale mi spalanchi orizzonti finora inesplorati, continuerò a dare spessore musicale alla tua band dal nome incomprensibile. Sarò il tuo Marlon Brando personale. Quale marito non lo è? Quale uomo dotato di anello, di fronte al melodramma quotidiano messo in scena inevitabilmente dal genio femminile dotato di medesimo anello con cui si ritrova come per miracolo a convivere, può evitare di uscirsene, almeno di tanto in tanto, con sguardi degni di Marlon? Noi mariti siamo tutti Marlon Brando. Siamo tutti belli, come canta la tua band dal nome incomprensibile, e siamo tutti Marlon Brando. Di più. Marlon fingeva, noi mariti non fingiamo un bel niente.

Assumiamo la medesima espressione perché non possiamo assumerne altre. Voi non notate le somiglianze e scambiate i nostri occhi per quelli di un pesce lesso, in troppe occasioni, ma in realtà noi siamo Marlon Brando. Siamo i vostri Marlon Brando. Quando ci scrivete su WhatsApp una cinquantina di ingredienti in più da aggiungere alla lista della spesa e ci accorgiamo della notifica dopo aver pagato, noi vi pensiamo con lo sguardo tragico di Marlon Brando. Quando sbirciamo i gol dei Mondiali su YouTube e voi vedete scorrere nascosto fra i vostri capelli un film di fantascienza il cui protagonista maschile non vi ama più, noi assumiamo interiormente l’espressione tragica di Marlon Brando. Quando esausti ci accasciamo a letto la sera tardi per dormire e invece voi pensate sia il momento giusto per dialogare, noi sogniamo con l’intensità tragica con cui di sicuro sognava Marlon Brando. Noi siamo i vostri Marlon Brando, amore mio, anche se vi possiamo sembrare al massimo Checco Zalone. Ma vi sbagliate. Che Dio doni a tutte voi, mogli del mondo, una più spiccata capacità di osservazione. E un po’ di fantasia. Ti amo.

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