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Madre e figlia si ritrovano dopo 45 anni: “Mi dissero che era morta”

NEWBORN GIRL
Rawpixel I Unsplash
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Spagna. Subito dopo il parto Pilar viene informata della morte di sua figlia. Invece era stata portata via e data in adozione. Ha potuto riabbracciarla grazie ad una telefonata anonima dopo 45 anni

Quando ho letto questa notizia mi è venuta la pelle d’oca e ho pensato a quando, pochi giorni prima della nascita di mia figlia, ho chiesto a mio marito di non perderla d’occhio dopo il parto, di non pensare a me e restare con lei. Paure inconsce di una mamma.

Quella di Pilar e di sua figlia Ana Belen Pintado è una storia assurda e dolorosa che però ha finalmente avuto il lieto fine che meritava. La vita ha compiuto un giro lungo 45 anni prima di farle rincontrare.

“Tua figlia è morta”

Nel luglio del 1973 mamma Pilar mette al mondo la sua bambina ma poco dopo il parto le dicono che è morta. La piccola invece fu sottratta alla madre per finire nel mercato dei “bebè rubati” ed essere adottata. Possiamo soltanto immaginare il dolore dei genitori, un lutto terribile e inconsolabile, chissà quante lacrime avranno versato e quanta disperazione, quanti “perché?”. Un pezzo del loro cuore ha sanguinato per 45 anni, perché non esiste strazio più grande che perdere un figlio.

La chiamata anonima

Ana Belen, come riporta 20minutos.es, non sapeva di essere stata adottata, ha scoperto qualche mese fa attraverso una telefonata anonima che la sua mamma naturale era la 69enne Pilar residente a Madrid. Da quel giorno ha cominciato le ricerche per far luce sulla sua storia ed è venuta a sapere di essere stata una «bambina rubata», sottratta alla madre in ospedale e data in adozione (Corriere.it).

«La prima volta che ho telefonato a mia madre, lei era rimasta confusa e sconvolta, aveva parlato poco e addirittura mi aveva riattaccato» (Corriere)

«Poco dopo, però, mi ha richiamato e mi ha fornito tutti i dati relativi alla sua gravidanza e alla mia nascita: tutto coincideva alla perfezione» (Ibidem)

“Me la misero per un po’ tra le braccia, poi la portarono via”

Il racconto di Pilar di quegli istanti è davvero agghiacciante. Lei ha appena partorito e riesce a stringere solo per qualche minuto la sua bambina…

«Mi avevano detto che era morta lo stesso giorno del parto in clinica. Quando mia figlia nacque, me la misero per un po’ tra le braccia, poi la portarono via e mi intubarono, sedandomi. Una volta risvegliatami, mi dissero che la bimba era morta» (Corriere).

L’incontro

Dopo alcune telefonate mamma e figlia si sono incontrate a Aranjuez e nonostante l’ingiustizia vissuta la signora Pilar avrà ringraziato il Cielo per la vita di sua figlia che presto conoscerà anche suo padre e i suoi due fratelli maggiori che potranno così conoscere la loro sorellina.

Una storia crudele e bellissima al tempo stesso. Finalmente mamma Pilar potrà abbracciare a lungo la sua amata figlia e ritrovarsi nei suoi occhi.

“(…) bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”. (Luca, 15, 32)

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