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Una fake news che è ora di smontare: la Chiesa è contro il sesso!

© Corinne SIMON/CIRIC
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Non c’è luogo comune più diffuso: “la Chiesa è contro il sesso”. Ma, a guardar bene la storia, il pregiudizio non regge. Anzi, si scopre che si tratta di una bugia ben costruita lungo i secoli, fino ad arrivare all’Ottocento che sferrò l’attacco definitivo che dura ancora oggi. (Prima parte)

A partire dagli anni della Riforma, con l’insorgere delle accuse di materialismo e superstizione lanciate dai protestanti, l’uso metaforico della sessualità viene progressivamente tradotto dalla Chiesa di Roma su un piano più astratto. La satira grossolana e divertita dei lussuriosi costumi ecclesiastici, che farà le fortune di un Rabelais, è da considerarsi schietta eredità medievale. La raffigurazione del clero cattolico come casta voluttuosa e lasciva, un’immagine che peraltro non ha retto ad indagini sociologiche serie, è uno dei temi classici di una plurisecolare propaganda anticlericale. L’immaginario dell’ecclesiastico rapace e sessualmente avido prende forma fra tardo Medioevo e Rinascimento. Il protestantesimo anglosassone non fa che raccogliere questa eredità servendosi di pesanti allusioni sessuali in funzione anticattolica. Nel periodo illuministico prenderà definitivamente piede una copiosa letteratura pornografica ambientata in seminari e conventi (si pensi solo a La Religieuse di Diderot o ai romanzi di Sade).

Leggi anche: «I rapporti prematrimoniali?» «Un vero peccato!» «Ma “mortale”?» «Eh… vediamo…»

È nell’Ottocento, con l’avanzare del secolarismo, che comincia a imporsi nella società occidentali una nuova moralità sessuale di ispirazione laica, talora con venature utopistiche ed eugenetiche. La nuova etica ripropone, anche se rovesciata di segno, la separazione di corpo e spirito predicata dall’eresia gnostica. Essa, dopo aver elevato la sessualità a parametro esclusivo dell’umano benessere, assegna una preminenza assoluta al corpo e contesta radicalmente la morale cristiana riconoscendo nella scienza l’unica istanza accreditata a parlare di sesso.

Non si tratta più di contestare la morale sessuale della Chiesa, bensì di negare la legittimità stessa del suo discorso. I cattolici, in società, sono invitati alla discrezione. Se possibile tacciano, per favore. Non si impiccino delle cose del sesso.

QUI IL LINK ALL’ORIGINALE

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