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Dove trovo la mia autostima spirituale?

Carlos Sánchez Pimienta-CC
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Lo sguardo mutevole degli uomini non mi offre l’autostima di cui ho bisogno per poter amare bene il mio prossimo

Agli occhi di Dio valgo molto. Ben più di quanto penso di valere. Spesso, però, vivo mendicando amore e riconoscimento, sapendo che tutto in questa vita è fugace. Oggi mi lodano e mi elogiano, domani mi dimenticheranno o mi condanneranno. La fama e l’adulazione sono fugaci, come il disprezzo e il rimprovero.

Solo io conosco la verità della mia anima. Solo io so davvero chi sono. Dio ed io.

È vero che a volte mi spavento vedendo la mia povertà e la mia fragilità. Chi dà valore alla mia vita, ai miei passi, alla mia anima? Chi sono io agli occhi degli uomini? Chi sono io agli occhi di Dio?

Giudico e condanno molte delle mie azioni e omissioni. Critico le mie parole. I miei peccati mi spaventano. Dov’è il valore che il mondo non mi dà? Mi sento così fragile agli occhi degli uomini…

Ma so che i loro sguardi mi dicono oggi una cosa e domani un’altra. Chi conosce davvero ciò che è nascosto nelle pieghe del mio cuore?

Lo sguardo di Gesù è l’unico che arriva nel profondo della mia anima attraversando tutti i muri che ho alzato per rendermi forte. La mia autostima a volte diminuisce, quando cerco di far sì che il mondo mi riaffermi e mostri tutto ciò che valgo.

Giorni fa leggevo: “L’autostima si può considerare una valutazione positiva di se stessi, una sensazione di autoaccettazione, di ‘valere’ in qualche modo, di constatare in se stessi una certa bontà e capacità di fondo; il tutto unito alla conoscenza realistica dei propri limiti e delle proprie difficoltà, che non smentiscono la valutazione positiva. Un’autostima eccessiva può diventare un modo per coprire le proprie fragilità”.

Una sana autostima mi parla dell’essere capace di accettare sia i miei doni e i miei talenti che le mie debolezze e fragilità. Mi accetto come sono, e non pretendo di cercare la mia pace nel giudizio degli uomini.

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