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Il culto del Gesù Bambino di Gallinaro prosegue nonostante la scomunica del Papa

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Il culto del Gallinaro in un'immagine del 9 settembre 2018
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Ecco la verità sulla Chiesa della “Nuova Gerusalemme” nata in provincia di Frosinone in netto contrasto con la Chiesa cattolica

Gallinaro, infatti, è andato avanti anche dopo il decesso della presunta veggente, nel 2008: a prenderne le redini è stato il genero Samuele. Di lui circolano poche immagini ed una serie di informazioni sul sito ufficiale della Chiesa di Gerusalemme, dove si legge:

«Giunto nella Nuova Gerusalemme nell’anno 2000, è stato accolto da Maria G. Norcia (sarebbe Giuseppina ndr), che lo ha cresciuto spiritualmente come un figlio e lo ha reso partecipe del Mistero della Nuova Gerusalemme e di ciò che si sarebbe dovuto compiere per volere di Dio.

Consapevole di ciò, Samuele si è dedicato alla missione iniziata da Maria G. Norcia, sotto la cui guida spirituale ha agito in obbedienza incondizionata fino al 5 luglio 2008, quando Maria G. Norcia è tornata alla Casa del Padre. Da allora Samuele ha vissuto con totale responsabilità la “Nuova Gerusalemme”, come richiesto dalla stessa Maria. 

Dal 4 agosto 2002 è sposato con Anna, la figlia di Maria, che è madre dei suoi figli. Il 4 ottobre 2015 fonda la Chiesa Cristiana Universale della Nuova Gerusalemme, con quattro uomini viventi: N. Migliaccio, A. D’Argento, P. Manfredi, P. Laezza».

“Contraria alla fede cattolica”

La scelta “indipendentista” costa caro a Morcia e ai suoi seguaci. Papa Francesco emana un comunicato, il 29 maggio 2016, con il quale condanna l’iniziativa e afferma che:

«Il gruppo denominato “Bambino Gesù di Gallinaro” o “Nuova Gerusalemme” è impegnato a diffondere in diverse località dottrine falsamente religiose e insegnamenti biblici distorli ed estranei alla verità dei testi sacri. A tale proposito si richiama la Notificazione della Curia diocesana in data 9 ottobre 2001 con la quale la Diocesi prendeva le distanze da ogni coinvolgimento o approvazione del suddetto fenomeno religioso. La Posizione dottrinale di tale gruppo è dichiaratamente contraria alla fede cattolica, in quanto obbliga i fedeli a non frequentare i sacramenti, a disapprovare gli insegnamenti e la stessa autorità del Papa, a non avere relazioni con i sacerdoti e le rispettive comunità parrocchiali, a trasgredire la disciplina ecclesiastica.

(…) Si rammenta che i fedeli che aderiscono alla suddetta sedicente “chiesa” incorrono ex can. 1364 del Codice di diritto canonico nella scomunica latae sententiae”, e cioè automatica. Ma veniamo agli ultimi risvolti».

L’inchiesta della Procura di Cassino

Dieci giorni dopo la Procura di Cassino avvia un’inchiesta nei confronti di cinque esponenti della Chiesa “Nuova Gerusalemme” con l’ipotesi di riciclaggio (Il Tempo, 9 giugno 2016).

Sotto la lente di Polizia e Guardia di Finanza un ingente giro di danaro, si parla di milioni di euro, che sarebbero transitati su conti correnti di persone che si richiamano all’associazione-Chiesa (Ciociaria oggi, 10 giugno 2016).

Samuele e i suoi seguaci si difendono e parlano di «polverone» (La Provincia, 17 agosto 2016). Nel dicembre 2016 giunge l’archiviazione del caso da parte della stessa Procura.

Lo scontro in tv

Intanto a febbraio 2018 il caso del Gallinaro è finito sulla trasmissione “Storie Italiane” su Rai2, dove si è consumato uno scontro duro tra il giornalista David Murgia e uno dei Ministri della “Nuova Gerusalemme” Pasquale Laezza. Quest’ultimo intento a spiegare il carattere “cristocentrico” della loro “Chiesa” e Murgia a ribattere, citando, tra le altre cose, le testimonianze dei “fuoriusciti” che sarebbero stati perseguitati dopo aver abbandonato la “Nuova Gerusalemme”.

  

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