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Il culto del Gesù Bambino di Gallinaro prosegue nonostante la scomunica del Papa

gesù bambino del gallinaro

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Il culto del Gallinaro in un'immagine del 9 settembre 2018

Gelsomino Del Guercio - pubblicato il 10/09/18

Ecco la verità sulla Chiesa della "Nuova Gerusalemme" nata in provincia di Frosinone in netto contrasto con la Chiesa cattolica

La Chiesa di Roma è la «tana del nemico di Dio», quella della “Nuova Gerusalemme” preserva la «purezza» di Cristo. Il Papa non è ovviamente riconosciuto, mentre il «sommo» e autentico Pontefice, eletto «dall’Assemblea dei fedeli», risponde al nome di Samuele Morcia.

In queste settimane poi, il tema delle omelie domenicali punta l’indice quasi esclusivamente sugli abusi sessuali compiuti dai “depravati” membri del clero cattolico (ovviamente senza distinguo, nè citando numeri, nè spiegando come la Chiesa sta arginando la pedofilia, ecc), e si preannuncia in continuazione la fine di “Roma-Babilonia”.

“Benvenuti” nella “Chiesa Cristiana Universale della Nuova Gerusalemme“, conosciuta anche come Chiesa del “Gesù Bambino di Gallinaro”, dal nome del paese in provincia di Frosinone dove è stata fondata nel 2015. Questa associazione è stata scomunicata da Papa Francesco il 29 maggio del 2016, ma continua a fare proseliti in modo ininterrotto presso quello che chiamano il “Santuario della Divina Misericordia“, la cosiddetta “Arca” di Gallinaro.

WEB JESUS GALLINARO BABY CHURCH © Chiesa Cristiana Universale-della Nuova Gerusalemme
© Casa Serena del Bambino Gesù

La presunta veggente

Prima di arrivare alla scomunica vi spieghiamo quando e perché è nata questa “pseudo chiesa parallela”. Tutto ruota sul culto della “Culla del Bambino Gesù“. A Gallinaro la signora Giuseppina Norcia affermava che all’età di 7 anni – il 13 giugno 1947 – due giorni prima di fare la Prima Comunione, le era apparso Gesù Bambino su una nuvoletta soffice e luminosa.

La cappellina con il Bambinello

Di lì a poco si susseguirono altre apparizioni: Dio Padre, la Madonna, San Michele e altri santi. Nel 1975 Giuseppina, insieme a sua madre Antonella Fazio – che sosteneva di essere testimone delle presunte apparizioni della figlia – fecero erigere su “volere” di Gesù una cappellina dove al centro, sotto forma di tulle, veniva messa una culla dove viene adagiato un Bambinello.

Da quel giorno fino al 5 luglio 2008, data della morte di Giuseppina, migliaia di fedeli ogni giorno si recavano in preghiera in quel luogo per ottenere miracoli e grazie per intercessione della presunta veggente e del Bambinello.




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La diocesi boccia Gallinaro

La Chiesa, in particolare la diocesi di Sora, ha seguito con attenzione la vicenda della veggente. Nel 1992 mise in guardia i fedeli dal culto di Gallinaro, e in particolare da «fatti che tendono a presentarsi come “straordinari” o “soprannaturali”, mentre non risultano tali né per origine, né per natura, né per contenuto. Ciò vale anche per affermate guarigioni che si dicono colà avvenute, in quanto non provate scientificamente e mai presentate e sottoposte ad esame degli Organi competenti».

Tuttavia, ciò che diffondeva Giuseppina in quegli anni, non veniva considerato in contrasto con la dottrina cattolica: era una persona molto umile, diceva ai suoi “devoti” di non lasciare offerte, spronava a recitare il Rosario, e applicare nella vita di ognuno i valori del Vangelo.

La “missione” di Samuele

Se tra la Curia e Giuseppina si è protratta nel tempo una sorta di “tregua”, chi ha ereditato la guida di questo culto, ha invece rotto i rapporti con la Chiesa cattolica.

Gallinaro, infatti, è andato avanti anche dopo il decesso della presunta veggente, nel 2008: a prenderne le redini è stato il genero Samuele. Di lui circolano poche immagini ed una serie di informazioni sul sito ufficiale della Chiesa di Gerusalemme, dove si legge:

«Giunto nella Nuova Gerusalemme nell’anno 2000, è stato accolto da Maria G. Norcia (sarebbe Giuseppina ndr), che lo ha cresciuto spiritualmente come un figlio e lo ha reso partecipe del Mistero della Nuova Gerusalemme e di ciò che si sarebbe dovuto compiere per volere di Dio.

Consapevole di ciò, Samuele si è dedicato alla missione iniziata da Maria G. Norcia, sotto la cui guida spirituale ha agito in obbedienza incondizionata fino al 5 luglio 2008, quando Maria G. Norcia è tornata alla Casa del Padre. Da allora Samuele ha vissuto con totale responsabilità la “Nuova Gerusalemme”, come richiesto dalla stessa Maria. 

Dal 4 agosto 2002 è sposato con Anna, la figlia di Maria, che è madre dei suoi figli. Il 4 ottobre 2015 fonda la Chiesa Cristiana Universale della Nuova Gerusalemme, con quattro uomini viventi: N. Migliaccio, A. D’Argento, P. Manfredi, P. Laezza».

“Contraria alla fede cattolica”

La scelta “indipendentista” costa caro a Morcia e ai suoi seguaci. Papa Francesco emana un comunicato, il 29 maggio 2016, con il quale condanna l’iniziativa e afferma che:

«Il gruppo denominato “Bambino Gesù di Gallinaro” o “Nuova Gerusalemme” è impegnato a diffondere in diverse località dottrine falsamente religiose e insegnamenti biblici distorli ed estranei alla verità dei testi sacri. A tale proposito si richiama la Notificazione della Curia diocesana in data 9 ottobre 2001 con la quale la Diocesi prendeva le distanze da ogni coinvolgimento o approvazione del suddetto fenomeno religioso. La Posizione dottrinale di tale gruppo è dichiaratamente contraria alla fede cattolica, in quanto obbliga i fedeli a non frequentare i sacramenti, a disapprovare gli insegnamenti e la stessa autorità del Papa, a non avere relazioni con i sacerdoti e le rispettive comunità parrocchiali, a trasgredire la disciplina ecclesiastica.

(…) Si rammenta che i fedeli che aderiscono alla suddetta sedicente “chiesa” incorrono ex can. 1364 del Codice di diritto canonico nella scomunica latae sententiae”, e cioè automatica. Ma veniamo agli ultimi risvolti».




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L’inchiesta della Procura di Cassino

Dieci giorni dopo la Procura di Cassino avvia un’inchiesta nei confronti di cinque esponenti della Chiesa “Nuova Gerusalemme” con l’ipotesi di riciclaggio (Il Tempo, 9 giugno 2016).

Sotto la lente di Polizia e Guardia di Finanza un ingente giro di danaro, si parla di milioni di euro, che sarebbero transitati su conti correnti di persone che si richiamano all’associazione-Chiesa (Ciociaria oggi, 10 giugno 2016).

Samuele e i suoi seguaci si difendono e parlano di «polverone» (La Provincia, 17 agosto 2016). Nel dicembre 2016 giunge l’archiviazione del caso da parte della stessa Procura.




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Lo scontro in tv

Intanto a febbraio 2018 il caso del Gallinaro è finito sulla trasmissione “Storie Italiane” su Rai2, dove si è consumato uno scontro duro tra il giornalista David Murgia e uno dei Ministri della “Nuova Gerusalemme” Pasquale Laezza. Quest’ultimo intento a spiegare il carattere “cristocentrico” della loro “Chiesa” e Murgia a ribattere, citando, tra le altre cose, le testimonianze dei “fuoriusciti” che sarebbero stati perseguitati dopo aver abbandonato la “Nuova Gerusalemme”.

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