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Damiana Natali: la musica? Per me è la voce di Dio

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Credere - pubblicato il 03/09/18

Compositrice e direttrice d’orchestra, ha iniziato a suonare a 5 anni. Guarita miracolosamente da una malattia rara, sente un debito profondo per la Madonna. E sogna di scrivere un’Ave Maria per solista e orchestra

di Gioia Reffo

«Quando dirigo le note arrivano dall’Alto, passano dalle mie mani e io le restituisco come se fossi uno strumento che coordina qualcosa già presente nell’immensità». Per Damiana Natali musica e fede sono indissolubilmente legate e hanno segnato tutte le tappe del suo cammino: da quando, ancora bambina, suonava le pentole della nonna in salotto fino a diventare direttrice d’orchestra, una delle poche donne in Italia a ricoprire questo ruolo in un mondo declinato per lo più al maschile. Una carriera iniziata a soli 5 anni, su una tastiera di cartone; una carriera che l’ha portata prima a diplomarsi in pianoforte al Conservatorio di Torino, poi a proseguire gli studi per diventare concertista e compositrice. «Ho nel cuore di scrivere un’Ave Maria per voce solista e orchestra, dedicata alla figura prediletta della Madonna. Mi auguro di essere ispirata e che sia degna di essere eseguita», confessa Damiana. Il suo è un desiderio che nasce da lontano e ha bisogno di tempo e pace interiore per trasformarsi in musica. Quello tra Damiana e la Madonna infatti è un legame profondo e speciale che è passato attraverso momenti difficili dovuti alla malattia.

SOTTO IL MANTO DI MARIA

«A 18 anni mi avevano dato pochi mesi di vita perché ero nata con una malformazione a livello cardiovascolare, una sindrome rara. Fui operata a Lione, l’intervento riuscì, ma il mio cuore si fermò e io rimasi prima di vita e mi sentii scendere con la velocità indescrivibile e risucchiare in un tunnel nero. Fu allora che mi apparve una Signora con la sagoma della Madonna, rivestita di un bianco accecante che stese la mano, dicendomi “Non è ora” e mi rimandò indietro molto più velocemente di quanto ero caduta», racconta Damiana, guardando l’orizzonte fuori dalla finestra della sua casa di Bergamo: «A Lione c’è la statua dorata della Vergine sul grande colle dove vi è la basilica di Notre-Dame de Fourvière. Alcuni giorni dopo l’intervento, quando aprii gli occhi, trovai appesa al muro, vicino al mio letto d’ospedale, una stampa di quella Vergine e della basilica. Più avanti mi accorsi che si vedeva anche dalla finestra della mia camera, da lontano, illuminata dal sole e dal bianco della neve». A causa dell’operazione Damiana aveva compromesso l’uso di un braccio, ma dopo un anno ha ricominciato a suonare, a muoversi e a camminare. «Mi è stata data una seconda occasione, un premio che va oltre ogni aspettativa è per me il più grande riconoscimento che accolgo con grande gratitudine, non posso che ringraziare per questa nuova vita. Certo non avrei mai immaginato di poter fare nuovamente la musicista e ancor più il direttore. Invece eccomi qui».

DIO CI PARLA NELLA MUSICA

La vita di Damiana è stata un crescendo di successi, frutto di sacrifici e passione uniti alla capacità di affidarsi al Signore. «Per me la musica è la voce di Dio, lo strumento con cui ci parla e ci mostra le bellezze dell’universo», spiega Damiana mentre scorre con le dita i tasti bianchi e neri del suo pianoforte, «la musica è un linguaggio universale, usato in tutto il mondo con gli stessi simboli. È il più corto alfabeto che esista, ma può esprimere ogni emozione, senza limiti sociali, di luogo, spazio e tempo, nazionalità, razza o sesso».

Con queste sette semplici note Damiana ha composto numerosi brani di ispirazione religiosa: l’ultimo nel 2016 si intitola Dona pacem ed è un augurio di pace dedicato a tutta l’umanità, bene universale e comunione di tutti gli spiriti e i popoli. Del 2001 invece è Soffio di luce dedicato a papa Giovanni Paolo II, scritto per flauto o violino solista e orchestra d’archi. «È dedicato a un uomo che ha portato la luce nel mondo, anche se la sua vita è stata breve, quasi un soffio, in confronto all’eternità. Si tratta di una breve preghiera, una semplice meditazione sul tempo e sullo spazio: all’interno ci sono ribattuti degli archi con tiepidi crescendo e decrescendo, come battiti di un cuore umano che alla fine si spengono e rimane solo un suono armonico in sospeso». Il brano è stato suonato per la prima volta dai solisti dell’orchestra Rai di Torino a Leopoli, in Ucraina, alla presenza del Papa, durante il viaggio del 2001. Damiana ha donato la partitura originale manoscritta al Pontefice e, ancora oggi, per lei il più bel ricordo di quell’incontro è stata «la possibilità di conoscere ed incontrare di persona Giovanni Paolo II e di capire la sua grandezza, non solo umana».

Divisa tra concerti e lezioni al Conservatorio di Milano, Damiana ha sempre avuto un’attenzione particolare verso i giovani e il sociale. «La musica spesso si avvicina ai ragazzi, soprattutto ai talenti, senza che essi la cerchino. Il talento è qualcosa che devi coltivare e far fruttare, magari con fatica, come insegna la parabola dei talenti. Il nostro compito di professionisti e insegnanti è scovare quei talenti che spesso sono sotto terra e aiutare chi li possiede a farli fruttare».

GIOVANI TALENTI

Con questo obiettivo Damiana ha fondato a Bergamo l’orchestra Ars armonica e quest’anno, complice il decennale della sua fondazione e la decima edizione del festival Borghi, palazzi e castelli in musica, sarà l’occasione di unire in un unico programma una serie di concerti in luoghi unici.

L’orchestra ha accolto, fin dalle sue origini, giovani talenti con l’obiettivo di donare loro un’opportunità di lavoro e formazione artistica. Per tanti il sogno si è avverato e ogni volta che parla dei suoi musicisti Damiana si illumina, soddisfatta per essere riuscita ad avvicinare un po’ di più la creatura al suo Creatore: «La musica è sempre stata e sempre sarà tutta la mia vita. Ha colorato e riempito tutti i miei spazi, i miei istanti, ha definito il tracciato della mia esistenza. La carriera di direttore d’orchestra è una missione, ma anche un premio che mi accompagnerà nella vita».

DOVE ASCOLTARLA

Il primo dei concerti organizzati per festeggiare i 10 anni dell’orchestra Ars Armonica e la 10ª edizione del festival Borghi, palazzi e castelli in musica si terrà il 26 agosto per la festa di sant’Alessandro, patrono di Bergamo. Poi gli appuntamenti proseguiranno nella basilica di Santa Maria Maggiore, sempre a Bergamo, e il 29 settembre, festa dei Santi Arcangeli, nel luogo dove è sepolto Donizetti. Il programma si chiuderà con il galà benefico di Musica e danza al Teatro sociale di Bergamo il 18 dicembre con più di 80 artisti, musicisti e ballerini, del Balletto Enjoydance e dell’Accademia della Scala. Info su http://www.arsarmonica.eu.

Qui l’articolo originale pubblicato su “Credere”

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