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Civiltà Cattolica: la sfida educativa secondo Papa Francesco

POPE FRANCIS,CHILDREN
Antoine Mekary | Aleteia
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Un articolo del direttore della rivista dei gesuiti, padre Antonio Spadaro, si sofferma sulla sfida dell’educazione per Jorge Mario Bergoglio in Argentina e i frutti che questa esperienza porta al Pontificato di Francesco.

“La sfida educativa è al centro dello sguardo dell’attuale Pontefice da sempre”. Inizia così il lungo articolo di padre Antonio Spadaro sull’ultimo numero di Civiltà Cattolica intitolato “Sette pilastri dell’educazione secondo Jorge Mario Bergoglio”. Il direttore della rivista dei gesuiti si sofferma dunque sul pensiero e l’azione educativa del Pontefice negli anni in cui era in Argentina come pastore e vescovo a Buenos Aires. I sette elementi fondamentali individuati da Spadaro sono 1) educare è integrare 2) accogliere e celebrare le diversità 3) affrontare il cambiamento antropologico 4) l’inquietudine come motore educativo 5) una pedagogia della domanda 6) Non maltrattare i limiti 7) Vivere una fecondità generativa e familiare.

L’azione educativa amplia gli orizzonti

Accanto a questi sette punti, il direttore di Civiltà Cattolica trova anche tre “parole chiave” che connotano l’educazione: “scelta, esigenza e passione”. Per il gesuita vi è però “un’espressione estremamente sintetica che Bergoglio ha scritto agli educatori per rilanciare l’azione educativa: “Educare è una delle arti più appassionanti dell’esistenza e richiede incessantemente che si amplino gli orizzonti”. Nell’articolo viene rammentato che “l’educazione non è un fatto esclusivamente individuale, ma popolare” e che “Bergoglio ha sempre considerato la scuola come un mezzo importante d’integrazione sociale”.

Gli educatori siano audaci e creativi

Altrettanto importante per Papa Francesco è “l’accoglienza della diversità” e che le differenze vanno considerate come “sfide ma sfide positive, risorse, non problemi”. La sfida educativa, nel pensiero di Bergoglio, è legata alla “sfida antropologica”. Per questo, scrive Spadaro, “non si può assumere l’atteggiamento dello struzzo”. Altro tema ricorrente nel poliedro educativo di Bergoglio è “l’inquietudine intesa come motore dell’educazione”. Di qui “l’appello agli educatori a essere audaci creativi” e a non diventare mai “funzionari fondamentalisti legati a rigide pianificazioni”. Infine, annota il direttore di Civiltà Cattolica, per Francesco “l’educazione non è una tecnica, ma una fecondità generativa”, “l’educazione è un fatto familiare che implica il rapporto tra le generazioni e il racconto di un’esperienza”.

 

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