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Perché il dominio di sé cristiano non è autoaiuto

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Sembra sgradevole, ma dobbiamo imparare davvero a “disperare di noi stessi”

Un discepolo guarda sempre al maestro. Come possiamo noi, come discepoli di Cristo, evitare di sviare lo sguardo dal nostro Salvatore per guardare noi stessi? Consideriamo quello che scrive padre Maturin sul nostro bisogno di un aiuto che solo Cristo può offrire:

“Grazia: Infine, dobbiamo cercare costantemente l’assistenza della grazia divina. Non possiamo agire da soli nell’opera di restaurazione, né possiamo essere restaurati a uno stato di natura emendata e riparata. I rimedi che offre Dio sono soprannaturali, e se dobbiamo essere restaurati dovremo elevarci più di quanto riusciremmo a fare per natura. Dio versa nelle nostre ferite l’olio e il vino della grazia divina per farle guarire, la medicina che le guarisce trasforma la nostra natura e le dona nuovo vigore.

La lotta per essere meramente naturali, morali, padroni di noi stessi ci insegna rapidamente che è impossibile. È un’opera che ci trascende. Non possiamo diventare semplicemente ciò che eravamo prima; dobbiamo diventare di più. Se vogliamo frenarci e recuperarci, dobbiamo invocare il Grande Medico, e nelle sue mani troveremo una nuova vita instillata in noi e un nuovo mondo aperto davanti ai nostri occhi”.

Noi cristiani dobbiamo essere convinti del fatto che abbiamo bisogno di un Salvatore – un guaritore e un soccorritore divino che ci può portare dove dobbiamo andare ma dove non riusciamo ad andare da soli. Siamo creati per vivere qui e ora in un modo che ci formerà e ci permetterà di vedere il volto di Dio e di vivere per l’eternità nella felicità del Paradiso. Noi peccatori non possiamo farlo da soli; dobbiamo disperare di noi stessi e sperare in Cristo. Cosa ce lo impedisce? La risposta è stata sempre la stessa: “Il mondo, la carne e il diavolo”.

Il mondo: Il mondo che non obbedisce a Cristo vuole distrarci e farci dipendere, rendendoci consumatori e consumabili.

La carne: La nostra natura umana caduta anela a comfort, piacere e stimoli. Il mondo è ansioso di soddisfare questi desideri.

Il diavolo: Il nostro nemico spirituale e i suoi tirapiedi ci sussurrano costantemente che Dio non vuole ciò che è meglio per noi, e che “meritiamo” autoindulgenza.

Il culto dell’autostima non può aiutarci, un programma di miglioramento di noi stessi nemmeno. Può aiutarci solo una duratura sfiducia in noi stessi unita a una fervente speranza in Cristo. I grandi santi ci dicono che un’offerta gioiosa di noi stessi a Cristo dev’essere seguita da una vita di autodisciplina per amor suo.

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