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Come conservare la fede quando la Chiesa è colpita da gravi scandali

SAINT PETER BASILICA
Antoine Mekary | ALETEIA | I.MEDIA
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O piuttosto: quale Chiesa crediamo? Una cerchia di perfetti o una “immaculata ex maculatis”?

Nel 1969 Joseph Ratzinger, all’epoca teologo, scriveva nel suo Introduzione al Cristianesimo un breve capitolo sulla Chiesa che iniziava con parole che in questi giorni possono suonarci un po’ familiari:

Parliamo pure di quanto ci opprime al giorno d’oggi. Non cerchiamo di nascondercelo; oggi siamo tentati di dire che la Chiesa non è né santa né cattolica […]. La storia della Chiesa è stracolma di esseri umani corrotti. Possiamo comprendere l’orribile visione di Dante, che vedeva innalzarsi nel carro della Chiesa le prostitute di Babilonia, e comprendiamo le terribili parole di Guillaume d’Auvergne (XIII secolo), il quale affermava che dovremmo tremare davanti alla perversione della Chiesa: «La Chiesa non è più una sposa, ma uno spaventoso mostro, deforme e selvaggio».

La cattolicità della Chiesa ci sembra tanto problematica quanto la sua santità. Le fazioni e le lotte hanno lacerato la tunica del Signore, hanno diviso la Chiesa in numerose Chiese che pretendono di essere, in modo più o meno vitale, la sola vera ed unica Chiesa. È questa la ragione per la quale oggi la Chiesa è diventata per molte persone il principale ostacolo alla fede. Non si riesce a scorgere altro, in essa, se non la lotta per il potere umano, il miserabile teatrino di quelli che, con le loro affermazioni, vogliono assolutizzare il cristianesimo ufficiale e paralizzare il vero spirito del cristianesimo.

Egli lo affermava nella maniera più chiara e più dura che si potesse, convinto che non si potessero ricusare quegli argomenti, e che tale percezione fosse basata non solo su solide ragioni, ma anche su cuori affranti e umiliati, che hanno visto le loro attese andare disperse. Ed è a partire da questo, da tale contrasto tra l’opinione che si ha della fede e quella che se ne percepisce concretamente, che ci si domanda: «Perché, malgrado tutto, noi amiamo la Chiesa?».

Chiesa santa?

“Chiesa santa” non significa che ciascuno dei suoi membri sia santo, immacolato. Joseph Ratzinger sostiene che il sogno di una Chiesa immacolata rinasca in tutte le epoche, ma che non trovi spazio nel Credo, e che in realtà quanti più vivamente criticano la Chiesa provengano dal sogno irrealistico di una Chiesa immacolata.

La santità della Chiesa risiede nel potere di santificazione che Dio esercita malgrado il carattere peccatore dell’uomo. Tale santificazione è data da Dio come una grazia, che sussiste a dispetto dell’infedeltà dell’uomo. È l’espressione dell’amore di Dio che non si lascia vincere dall’incapacità dell’uomo, che ma malgrado tutto continua ad essere buono con quest’ultimo, non cessa di accoglierlo proprio in quanto peccatore, si volge verso lui, lo santifica e lo ama.

Proprio perché quanto è gratuito non dipende dal merito dei credenti, la santità della Chiesa è quella di Cristo, non la nostra.

Ma è sempre veramente la santità del Signore che si fa presente qui, ed egli sceglie anche e proprio le mani sporche degli uomini come ricettacolo della sua presenza.

Per Joseph Ratzinger, lo sconcertante connubio della santità di Dio e dell’infedeltà dell’uomo è l’aspetto drammatico della grazia in questo mondo, perché essa rende visibile l’amore gratuito e incondizionato di Dio, che ieri come oggi si siede a mensa con i peccatori.

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