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Cos’è la riparazione, e perché è la risposta migliore che possiamo dare al male?

WOMAN,ROSARY

Fischer Twins | CC0

Nicholas Senz - pubblicato il 28/08/18

Possiamo compiere i nostri sacrifici personali, i nostri atti per riparare alle ferite provocate dal peccato nel mondo, e in virtù dell’essere cristiani, e unendo le nostre azioni a quelle di Cristo, i nostri atti diventano realmente efficaci. Da soli non possiamo fare nulla, ma possiamo tutto in Cristo, perché agiamo mediante la sua forza (cfr. Filippesi 4, 13).

Questo ci aiuta a capire uno dei passi più complicati del Nuovo Testamento. In Colossesi 1, 24, San Paolo scrive: “Ora sono lieto di soffrire per voi; e quel che manca alle afflizioni di Cristo lo compio nella mia carne a favore del suo corpo che è la chiesa”. Cosa poteva mancare nell’opera di Gesù? La nostra partecipazione! San Paolo unisce la propria sofferenza a quella di Cristo e la offre per la Chiesa.

San Tommaso d’Aquino ha commentato in modo splendido questo passo: “Completo, ovvero aggiungo la mia parte, e lo faccio nella mia carne, ovvero sono io a soffrire. Potremmo dire che Paolo stesse completando le sofferenze che mancavano nella propria carne, perché ciò che mancava era che, come Cristo aveva sofferto nel proprio corpo, così doveva anche soffrire in Paolo, suo membro, e in modo simile negli altri. E Paolo lo fa per il bene del suo corpo, che è la Chiesa che doveva essere redenta da Cristo”.

Nella sua omelia su questo passo, San Giovanni Crisostomo nota che offrendo la sua sofferenza San Paolo “dimostra quanto sia profondamente innamorato”, nato con Cristo, il capo, e la Chiesa, il Suo Corpo. È agire con l’amore di Dio, l’agape, per assumere la sofferenza per il bene di un altro. Come Cristo ha offerto per amore le sue sofferenze per il nostro bene, così per amore e uniti a Cristo anche noi possiamo offrire le nostre sofferenze per il bene degli altri.

E allora, quando vediamo soffrire la nostra Chiesa il nostro amore per Cristo e per la Sua Sposa ci spinge a soffrire per suo conto, a offrire le nostre prove e tribolazioni per il suo bene. Ci sono tante cose che possiamo fare, dal partecipare all’adorazione o recitare il Rosario a digiunare o a chiedere intenzioni per la Messa a questo proposito. Quando uniamo le nostre azioni all’opera salvifica di Cristo, diventano non solo nostre, ma Sue, e quindi efficaci.

Quando ci sentiamo impotenti di fronte al male, dobbiamo comunque fare ciò che è in nostro potere e ricordare quanto possa essere efficace.

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riparazione
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