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Padre Pio ha visto le anime del Purgatorio: le testimonianze

PADRE PIO
©MP | Portfolio | Leemage
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Gli anni di permanenza in questo "stato" non sono definiti. I defunti soffrirebbero per la presenza del fuoco

A descriverle sono i suoi più stretti amici e collaboratori, e coloro che si sono rivolti a lui per avere dei consigli. Le visioni delle anime del Purgatorio di Padre Pio da Pietrelcina si sono susseguite dagli anni ’20 fino agli ultimi momenti di vita.

Don Marcello Stanzione in “Padre Pio e gli angeli” (edizioni Segno) racconta gli episodi più clamorosi.

Le ultime parole del padre di Fra Modestino

Fra Modestino da Pietrelcina, figlio spirituale di Padre Pio, ha fatto delle particolari confidenze sul santo cappuccino e il Purgatorio. Nel suo libretto autobiografico “Io… testimone del Padre” dove ricorda la sua vita con padre Pio, fra Modestino riporta, ad esempio, quello che accadde quando andò a trovare suo padre ammlaato.

Entrai per abbracciare il caro genitore, ma lo trovai a letto. Aveva la febbre. Era tornato da poco da San Giovanni Rotondo. Chiesi notizie del Padre. Mi raccontò che dopo la confessione, aveva chiesto a padre Pio: “Padre, quando ci rivedremo?”. E padre Pio aveva risposto: “Ci rivedremo nell’aldilà. Salutami il nostro paese”. Rimasi turbato. Salutai i miei genitori e li ringraziai per tanta loro generosità giacché avevano riempito la mia bisaccia. Conoscevo certo il modo di rispondere del padre e, ritornando in convento, mi chiedevo cosa avesse voluto dire. Quella sera stentai a prendere sonno. L’indomani, all’alba, venne a chiamarmi mio cugino Cosimo. Lungo la strada mi disse che mio padre, a mezzanotte, aveva tentato di alzarsi dal letto, desideroso di prendere un po’ d’aria, ma un attacco cerebrale l’aveva stroncato. Piansi in silenzio e ripensai a padre Pio ed al significato delle sue parole: “Ci rivedremo nell’aldilà”.

“Era figlio della colpa”

Alla cerimonia funebre parteciparono numerosi frati. Dopo otto giorni Fra Modestino ottenne il permesso di andare da padre Pio.

Egli mi accolse con tanto affetto, mi diede le condoglianze e, alla domanda se mio padre stesse o meno in paradiso, rispose: “Era figlio della colpa. Deve scontare la pena”. Capii che si trovava in purgatorio e domandai: “Padre, posso dire alla mia famiglia di far celebrare in suo suffragio le messe gregoriane?”. Rispose: “Se la tua famiglia è nelle condizioni di farle, dillo pure!”. Tornai a Pietrelcina. Ripresi ad andare in paese e nelle campagne per la questua ed offrii ogni passo, ogni fatica, ogni mortificazione, secondo un’unica intenzione: suffragare l’anima benedetta di mio padre. Dopo qualche mese padre Pio chiamò fra Giovanni Iamarrone, mio confratello di noviziato, per quest’incarico: “Di’ a fra Modestino che suo padre è salvo. Si è salvato per le sue preghiere e per le sue intenzioni. Ora è in paradiso”.

Il trasferimento di Padre Luca

Altro episodio riguarda il frate cappuccino padre Luca da Vico del Gargano del quale fra Modestino scrive: “Questo padre aveva tanto lavorato per il nuovo convento e per la gente del luogo e si era affezionato moltissimo a Pietrelcina. Nel 1947 seppe però che con ogni probabilità, il prossimo capitolo dei frati cappuccini avrebbe deciso il suo trasferimento in altra comunità”.

“Tu rimarrai a Pietrelcina fino alla morte”

padrepiodapietrelcina.com

Padre Luca andò da Pio e gli confidò: “Padre, ho lavorato e lavoro tanto per il suo paese, poi, alla fine, mi mandano via”.

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