Ricevi Aleteia tutti i giorni

Non vuoi fare nessuna donazione?

Ecco 5 modi per aiutare Aleteia

  1. Prega per il nostro team e per il successo della nostra missione
  2. Parla di Aleteia nella tua parrocchia
  3. Condividi i contenuti di Aleteia con amici e familiari
  4. Disattiva il tuo AdBlock quando navighi nel nostro portale
  5. Iscriviti alla nostra Newsletter gratuita e non smettere mai di leggerci

Grazie!
Il team di Aleteia

iscriviti

Aleteia

Volete rimanere fedeli a Cristo? 5 modi per resistere alle tentazioni

Condividi

di padre Edgar Henríquez Carrasco

Il Catechismo della Chiesa Cattolica è stato promulgato nel 1992 da Papa Giovanni Paolo II. È un documento con 2865 numeri che contiene gli insegnamenti principali della Chiesa cattolica. È stato realizzato su richiesta dell’Assemblea straordinaria del Sinodo dei Vescovi, riunitasi 20 anni dopo il Concilio Vaticano II. In poche parole, contiene gli insegnamenti che ogni cattolico dovrebbe conoscere. È un documento completamente consultabile, venduto nella maggior parte delle librerie e con una versione online disponibile sul sito web della Santa Sede. Se avete dei dubbi sulla fede, il Catechismo può aiutarvi a trovare una risposta, consultatelo.

In questa occasione parleremo di cinque modi per resistere alle tentazioni e rimanere fedeli alle promesse battesimali che il numero 2340 del Catechismo mette a nostra disposizione. Mi permetto, questo sì, di commentare ogni modo per aiutarvi ad applicarlo nella vita quotidiana, di modo che sia più facile viverlo. E allora, quali mezzi di possiamo mettere in atto per resistere alle tentazioni?

1. Conoscere noi stessi

Questo punto è fondamentale. Se non ci conosciamo non sapremo su cosa lavorare, quali mezzi mettere in atto per raggiungere la santità, dove dirigerci per progredire nelle virtù, ecc. Andremo dove ci porta il vento del mondo, senza una direzione stabilita. La conoscenza di se stessi passa per un’interiorizzazione profonda della nostra struttura integrale: virtù, difetti, debolezze, talenti, perosnalità, carattere, modi di reagire, ecc.

C’è un’infinità di caratteristiche che possiamo riconoscere in noi per poi “prendere possesso di noi stessi”. Karol Wojtyła (in seguito Giovanni Paolo II) diceva scrivendo di filosofia che solo chi possiede se stesso può donarsi all’altro e farlo in modo deliberato. E allora, per amare pienamente in questa vita dobbiamo possederci, e per possedere noi stessi dobbiamo conoscerci. Aggiungo un’altra frase che può essere illuminante, di San Tommaso d’Aquino: “Nessuno ama ciò che non conosce”. Se ci conosciamo potremo possederci, e possedendoci potremo donarci agli altri nell’amore. Facile, vero? Non smettete di conscervi sempre di più, perché la chiave del cambiamento è proprio quella.

Pagine: 1 2 3

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni