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Ecco quello che ha fatto Papa Francesco fino ad oggi per arginare gli abusi sessuali nella Chiesa

Pope Francis addresses the congragation at St Mary's Pro-Cathedral in Dublin on August 25, 2018, during his visit to Ireland to attend the 2018 World Meeting of Families. / AFP PHOTO / Tiziana FABI
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Questi sono i documenti ufficiali. C’è tanto da fare, ma si sono iniziate a smuovere le acque

Scicluna è uno degli inviati di Bergoglio che ha avuto il compito di esaminare i casi di abusi sessuali del clero in Cile e le relative coperture dei vescovi locali. La lettera di Francesco ha portato alle dimissioni dei prelati del Paese sudamericano, anche se non tutte, ad ora, sono state accolte e formalizzate dal pontefice, che si è riservato di esaminare ogni singolo caso.

Leggi anche: Papa Francesco ha incontrato le vittime del caso Karadima

Il documento del dopo Pennsylvania

Il secondo documento scritto dal Papa è la “Lettera del Santo Padre Francesco al popolo di Dio“, del 20 agosto 2018. In questo caso Bergoglio ha elaborato la lettera dopo il caso dei circa 300 preti che avrebbero commesso abusi sessuali nello Stato americano della Pennsylvania tra il 1940 e gli anni 2000. E’ un documento di scuse, mortificazioni per quanto accaduto, ma anche di dura condanna per chiunque copre e insabbia gli abusi.

Leggi anche: La vergogna dei 301 preti pedofili in Pennsylvania. Nel mirino anche i vescovi insabbiatori

Il motu proprio sulle colpe dei vescovi

Tornando al 2016, Francesco era intervenuto con un altro documento, precisamente una lettera apostolica in forma “motu proprio” (cioè scritto di iniziativa dal Papa e non proposto da alcun organismo della Curia), dal titolo “Come una madre amorevole“.

In questo documento si evidenziano, non a caso, le responsabilità che omette o nasconde, oppure tutela casi di preti pedofili nella propria diocesi. Evidenzia Francesco, citando altri due documenti su questo tema, stilati rispettivamente da Giovanni Paolo II e Joseph Ratzinger nel 2001:

«Con la presente Lettera intendo precisare che tra le dette “cause gravi” è compresa la negligenza dei Vescovi nell’esercizio del loro ufficio, in particolare relativamente ai casi di abusi sessuali compiuti su minori ed adulti vulnerabili, previsti dal MP Sacramentorum Sanctitatis Tutela, promulgato da San Giovanni Paolo II ed emendato dal mio amato predecessore Benedetto XVI. In tali casi si osserverà la seguente procedura».

Leggi anche: La dura lettera di Papa Francesco: dolore e vergogna per gli abusi sessuali nella Chiesa

I compiti della Pontificia Commissione

Il 22 marzo 2014, Francesco istituiva la Pontificia Commissione pr la Tutela dei minori, guidata dal cardinal Sean O’Malley.

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