Ricevi Aleteia tutti i giorni
Le notizie che non leggi altrove le trovi qui: inscriviti alla newsletter di Aleteia!
Iscriviti!

Non vuoi fare nessuna donazione?

Ecco 5 modi per aiutare Aleteia

  1. Prega per il nostro team e per il successo della nostra missione
  2. Parla di Aleteia nella tua parrocchia
  3. Condividi i contenuti di Aleteia con amici e familiari
  4. Disattiva il tuo AdBlock quando navighi nel nostro portale
  5. Iscriviti alla nostra Newsletter gratuita e non smettere mai di leggerci

Grazie!
Il team di Aleteia

iscriviti

Aleteia

Gli studi riconoscono quanto sia drammatico l’aborto, e allora perché la società non lo fa?

SAD,WOMAN,MISCARRIAGE
Shutterstock
Condividi

Le conseguenze traumatiche di un aborto spontaneo, anche se si verifica molto presto, sono una costante provata a livello empirico e statisticamente significativa

Quando si verifica un aborto spontaneo, tutti vogliono che vi sentiate meglio. Molte persone vogliono che stiate meglio a qualsiasi prezzo, anche a costo di negare ciò che è accaduto, e allora cercano di consolarvi, ma la loro consolazione sembra molto indifferenza.

A me è stato detto: “È la cosa migliore. Non avresti voluto un bambino malato. Sarai di nuovo incinta prima ancora di rendertene conto”.

A una delle mie amiche hanno detto: “Ad ogni modo, hai troppi figli”.

A un’altra, “Con la tua salute è stata la cosa migliore”.

Un’altra ancora si è sentita dire: “È stata la volontà di Dio. Probabilmente c’era qualcosa che non andava nel bambino”.

La gente ha buone intenzioni, ma parole come queste non riconoscono il fatto che un aborto spontaneo è un’esperienza traumatica e non si può far scomparire il dramma dicendo a qualcuno che il suo trauma non è reale, che non è legittimo.

In realtà, molti studi scientifici seri stanno segnalando che un aborto spontaneo ha effetti gravi e duraturi sulla salute mentale di una donna. Uno studio ha scoperto che il 25% delle donne studiate soffriva di un disturbo da stress post-traumatico un mese dopo, e il 7% di loro lo aveva ancora quattro mesi dopo.

Oggi ho letto quello studio e il mio primo pensiero è stato: “È così”. Sono passati 18 mesi dal mio aborto spontaneo e ho ancora flashback occasionali, vividi ricordi di quell’evento, e mi rendo conto che una parte della mia mente vive ancora quel giorno e forse lo vivrà sempre.

Un altro studio rende noto che “un gran numero di donne che hanno sperimentato un aborto spontaneo o una gravidanza ectopica rispetta i criteri diagnostici di un probabile disturbo da stress post-traumatico. Molte soffrono di ansia moderata o grave, e un numero inferiore di depressione. La morbilità psicologica, e in particolare i sintomi del disturbo da stress post-traumatico, persistono almeno tre mesi dopo la fine della gravidanza”.

Uno studio dell’Irish Journal of Psychology ha scoperto che il 44% delle donne che hanno avuto un aborto spontaneo nel primo trimestre di gravidanza mostrava “livelli clinici di sofferenza psicologica” anche mesi dopo. Questo include depressione, attacchi di panico, ricordi ricorrenti, incubi e ansia.

E tuttavia le donne continuano a sentire che quello che hanno passato non è poi così negativo. Che forse è perfino qualcosa di positivo. Che devono superarlo. Ad alcune donne, come Chloe Henri, viene negato il permesso per lutto al lavoro. È un messaggio che le donne si sentono ripetere continuamente: se sei ancora triste dopo tre giorni, una settimana, un mese, un anno… sei autoindulgente. Sei debole. Devi voltare pagina.

Ma ovviamente non è tanto facile voltare pagina dopo un evento traumatico, o almeno non si fa per pura forza di volontà, e le conseguenze traumatiche di un aborto spontaneo, anche se è avvenuto all’inizio della gravidanza, non sono solo per un gruppo di donne esagerate, ma una costante provata a livello empirico e statisticamente significativa.

Lo studio dell’Irish Journal of Psychology ha sottolineato qualcosa che è ovvio per qualsiasi persona abbia subìto un aborto spontaneo: “Aspetti dell’assistenza medica, come (…) la capacità di conversare sull’aborto dopo che è avvenuto, erano significativamente collegati ai livelli di sofferenza psicologica”. Ciò vuol dire che le donne non mostravano sintomi psicologici tanto gravi quando venivano prese sul serio. Quando i loro medici non avevano sminuito il loro trauma. Quando non erano state lasciate da sole ad affrontare un trauma grave.

Il mio medico non mi ha mai detto che sia comune che un aborto spontaneo influisca sulla salute mentale. Quando sono arrivati gli attacchi di panico e la dissociazione, all’inizio non sapevo nemmeno che fossero collegati. È stato un sollievo indescrivibile quando finalmente ho sentito donne più grandi di me, donne di cui mi fido, dire: “Sì, l’aborto spontaneo è comune, ma è anche legittimamente traumatico”. Ho iniziato a pensare che forse non ero debole, e che forse quello che avevo passato era davvero intenso.

Se è il vostro caso, se vi sentite ancora scosse per l’aborto spontaneo del vostro bambino, se tutti vi dicono di voltare pagina, per favore, ricordate che il mondo non ha il diritto di chiedervelo. Quello che avete passato è reale ed è grande. Per favore, cercate l’assistenza medica mentale di cui avete bisogno e capite che non siete deboli, che state soffrendo perché avete vissuto un dolore che molte persone non riescono neanche a immaginare. Un aborto, per quanto possa essere spontaneo o naturale o comune, può essere un’esperienza traumatica, ed è ora che la società lo riconosca.

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni
I lettori come te contribuiscono alla missione di Aleteia.

Fin dall'inizio della nostra attività nel 2012, i lettori di Aleteia sono aumentati rapidamente in tutto il mondo. La nostra équipe è impegnata nella missione di offrire articoli che arricchiscano, ispirino e nutrano la via cattolica. Per questo vogliamo che i nostri articoli siano di libero accesso per tutti, ma per farlo abbiamo bisogno del vostro aiuto. Il giornalismo di qualità ha un costo (più di quello che può coprire la vendita della pubblicità su Aleteia). Per questo, i lettori come TE sono fondamentali, anche se donano appena 3 dollari al mese.