Aleteia logoAleteia logo
Aleteia
venerdì 16 Aprile |
Santa Bernadette Soubirous
home iconSpiritualità
line break icon

Il Coro angelico dei Serafini

MOSAIC OF ANGEL

Sadik Gulec | Shutterstock

THE SERAPHIM: The power of the Seraphim is unimaginable for a human spirit. If they are made of fire, their entire being is constantly consumed by the love and light of God. No living creature, whether spiritual or material, human or angelic, can see God face to face without being destroyed. That is why the Seraphim cover their faces with their wings: despite their power, God's pure energy would destroy them instantly if they contemplated it directly. Even for the highest class of angels, God remains a mystery.

don Marcello Stanzione - pubblicato il 21/08/18

Il significato di coloro che ardono, implicito nell’etimologia del nome Serafino, deve essere compreso sia in senso transitivo che intransitivo del verbo. Nella sua epistola al Papa Damaso, San Girolamo (347 ca.- 419) nota che Serafini tradotto dal greco significa «quelli che infiammano», o «quelli che ardono». Vengono descritti ognuno con tre paia di ali, con uno dei quali si coprono il volto come un atto di profonda riverenza e per non essere guardati, con un altro si coprono i piedi per modestia e rispetto, con il terzo volano. Sembra essere implicita una generica rassomiglianza alla figura umana, ma non è detto che il loro volto somigli al nostro. L’amore di Dio per il quale essi ardono li mantiene vicini al trono della Divina Maestà, ma la loro profonda umiltà e riverenza fanno sì che essi interpongano le loro ali tra se stessi e gli splendori della Gloria dell’Altissimo.

Il compito principale dei Serafini è di cantare incessantemente a Dio, celebrando soprattutto le altre caratteristiche della sua santità, una perfezione che caratterizza tutte le qualità di Dio, poiché santa è la sua Giustizia, santa la sua Bontà, santa la sua Grazia, santo il suo Potere, santa la sua Bellezza, santa la sua Saggezza, ecc. Infatti l’inno serafico di gloria ascoltato dal profeta Isaia era il seguente: “Santo, santo, santo, il Signore Dio degli eserciti, tutta la terra è piena della sua gloria”. La veemenza dei loro sentimenti e della loro devozione risulta dal fatto che il loro canto è un grido così potente che “gli stipiti delle porte vibravano alla voce di colui che gridava,” cioè i Serafini che “gridavano l’uno all’altro”. Il tempio dove avvenne la visione era pieno di fumo, un simbolo forse di quel fuoco d’amore dei Serafini, “coloro che ardono.”

Un altro compito risulta chiaro nella visione di Isaia dall’azione di uno dei Serafini, cioè quello della purificazione per mezzo del fuoco: “Uno dei Serafini volò verso di me: teneva in mano un carbone ardente, che aveva preso con le molle dall’altare. Egli mi toccò la bocca e mi disse: “Ecco, questo ha toccato le tue labbra, perciò è scomparsa la tua iniquità, e il tuo peccato è espiato”.
Dalla nozione di ardore contenuta nel loro nome, era ovvio alla mente popolare guardare i Serafini come gli spiriti dell’amore. Serafico, oggi, è chiamata una persona la cui vita è completamente dedita al divino amore, come il serafico San Francesco d’Assisi, la serafica Vergine d’Avila, Santa Teresa la grande e Santa Caterina da Siena.
Secondo lo Pseudo-Dionigi “il nome Serafino indica chiaramente la loro eterna e incessante rivoluzione riguardo ai Principi divini; il loro calore e la loro passione, l’esuberanza della loro intensa, perpetua, instancabile attività, e la loro elevata ed energetica assimilazione di quelli sotto, compiacendoli e infiammandoli col loro stesso calore, e purificandoli completamente con una fiamma ardente, e con il lampante, inequivocabile, immutevole, radiante e illuminante potere, che disperde e distrugge le ombre dell’oscurità”.

Nella classifica elaborata dallo Pseudo-Dionigi e ripresa dalla Tradizione, i Serafini occupano il primo posto al vertice della gerarchia.

Essi, come già accennato, non sono stati citati e descritti che da Isaia (6,1-4). Visione grandiosa sottolineante la maestà del Dio tre volte santo, visione terribile che riempì il profeta di timore, fino a che uno degli spiriti celesti, avendogli toccato le labbra con un tizzone ardente, non lo abbia purificato in vista della missione che Dio vuole confidargli. Di gran lunga più chiara nei termini delle preghiere divine è la visione liturgica dei Serafini in Isaia (6,2). Sono significativi non solo il ”Sanctus” che essi cantano alternativamente ma anche i dettagli della visione: lo strascico del mantello di Dio avvolge il santuario; gli stipiti delle porte del tempio tremano sotto il grido risonante dei Serafini; il tempio che si riempie di fumo. Quest’ultimo particolare forse ricorda la nube del Sinai che rappresenta la presenza divina. Allo stesso tempo il simbolismo liturgico delle nubi odorose di incenso non è estraneo all’immagine. «Tutta la terra è piena della sua gloria» (6,3).
Il sito di culto della preghiera angelica è individuato in questo testo nel tempio dove Yahwéh ha posto la sua dimora, è presente in maniera salvifica tra la sua gente.
Allo stesso tempo, tutto Israele si unirà nella preghiera dei Serafini. Il Sanctus viene ad essere incorporato nel Kedushah, liturgia della sinagoga, che formava una parte di una più ampia preghiera, il Schemoneh Esreh, ed era recitata dopo la terza benedizione:

Tu sei santo, e santo è il tuo nome,
e santo è colui che ti prega ogni giorno.
Benedetto sei tu, Signore, santo Dio.
Lettore: Santificheremo il tuo nome nel mondo
così come essi lo santificano nel più alto dei cieli,
come è scritto per mano dei tuoi profeti:
ed essi gridano l’uno all’altro dicendo:
Congregazione: Santo, santo, santo, è il Signore degli eserciti con te,
la terra è piena della tua gloria (Is 6,3).
Lettore: A quelli paragonati a loro essi dicono, benedetti.
Congregazione: Benedetta sia la gloria del Signore
Dal luogo della sua dimora (Ez 3,12).
Lettore: E nelle tue sante parole è scritto:
Congregazione: Il Signore regnerà per sempre, tuo Dio,
o Sion, per tutte le generazioni. Alleluia (Sal 145,10).
Lettore: Su tutte le generazioni proclameremo la tua grandezza,
e per l’eternità benediremo la tua santità;
e la tua preghiera, o nostro Dio, non si allontanerà
mai dalla nostra bocca perché tu sei
un Dio e Re grande e santo.

È certamente un bellissimo brano di liturgia, e costituisce in un certo senso un’unione di preghiera tra angeli e uomini, nonostante persino qui quest’unione non sia formulata espressamente. Dal punto di vista storico, comunque, Kedushah è di una tale e tarda origine (post- biblica) che va al di là dei confini del presente studio. Infatti potrebbe essere persino così tarda da essere ragionevolmente preclusa come una fonte storica del Sanctus nella liturgia della Chiesa.

  • 1
  • 2
  • 3
Tags:
angeli
Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in sette lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
1
Don Davide conduce la nuova edizione de "I Viaggi del cuore"
Gelsomino Del Guercio
Don Davide Banzato: la fuga dal seminario, l’amore per un&#...
2
AUGUSTINE;
Aleteia Brasil
8 grandi santi che soffrivano di depressione ma non si sono mai a...
3
WIND COUPLE
Catholic Link
7 qualità per scegliere il partner secondo la Bibbia
4
BLESSED CHILD
Philip Kosloski
Coprite i vostri figli con la protezione di Dio con questa preghi...
5
FEMALE DOCTOR,
La Croce - Quotidiano
Atea e obiettrice di coscienza da 10 anni: “non ce la facev...
6
Lucandrea Massaro
“Cosa succede se un prete si innamora?”
7
MIGRANT
Jesús V. Picón
Il bambino perduto nel deserto ci invita a riflettere
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni