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Il Coro angelico dei Cherubini

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don Marcello Stanzione - pubblicato il 19/08/18

Questi angeli amano la conoscenza e amano trasmetterla

I Serafini bruciano, i Cherubini brillano. Almeno è questo che vuole suggerire l’etimologia ebraica del nome Kerubim, i “Brillanti”. Essi brillano dell’intelligenza stessa di Dio che contemplano e adorano incessantemente. Il loro ruolo è quello di trasmettere agli angeli la scienza divina. Illuminare, conoscere è la loro felicità. Essi si muovono nella Verità come loro elemento e, siccome la natura umana è incapace di concepire intellettualmente questa verità sublime, se non per fede, i Cherubini sono guardati come gli angeli della fede.

Il serpente dell’Eden, servo di Lucifero, ostinato nel vedere nel Creatore un abominevole tiranno, spinge Eva a cogliere e a mangiare la mela dell’albero della conoscenza del bene e del male. Il castigo commisurato alla disobbedienza della prima coppia: Adamo ed Eva sono banditi dall’Eden. Sono i Cherubini che Dio pone all’entrata del giardino interdetto. Gli angeli della conoscenza diventano i custodi dei segreti di Dio.

Protettori dei segreti del loro Re ma, in seguito, strumenti privilegiati delle sue rivelazioni, che si fanno per intelligenza: tale è il significato delle immagini dei Cherubini posti intorno all’Arca dell’Alleanza da Mosè, e questo allorché il giudaismo vieta per principio ogni rappresentazione.


Seraphim

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“Tu farai due Cherubini d’oro, li farai alle due estremità del propiziatorio […)] I Cherubini avranno le ali piegate verso l’alto e proteggeranno il propiziatorio con le loro ali fronteggiandosi” (Es 25,18-21).

Il Libro di Samuele dirà che Yahvè troneggia sui Cherubini. È dunque naturale che Ezechiele li identifichi con gli strani animali della sua visione che tirano il carro di Yahvè.

Questa descrizione surrealista di mostri metà umani metà animali dai quattro volti e quattro ali è di fatto quella di divinità secondarie protettrici dei santuari che i babilonesi ponevano all’entrata dei loro templi. Questi geni benefici si chiamavano Karibus. Da questa radice, effettivamente accostabile a Kerubim, alcuni commentatori hanno tratto conclusioni contrastanti. Smaniosi di ridurre gli angeli del cristianesimo a delle sopravvivenze di una mitologia pagana recuperata dall’ebraismo dell’Esilio, hanno arditamente preteso che Cherubini e Karibus non fossero che un tutt’uno, dimenticando solamente che si incontrano dei Cherubini nell’Antico Testamento ben prima dell’epoca della deportazione a Babilonia.

Funzioni dei Cherubini

Questa funzione di custodi dei siti sacri affidata ai Cherubini spiega perché la mistica tedesca Mechthild Taller afferma che essi proteggono i grandi santuari della cristianità e che quattro di loro circondano sempre il sovrano pontefice. In conclusione Cherubini, dal nome singolare Kerubh.

Gli studiosi differiscono ampiamente sul significato e l’origine di questa parola. Sembra che originariamente fosse una parola assira alla quale venne dato più tardi un significato definito dagli Ebrei. Gli Assiri, i Persiani e gli Egiziani rendevano grande onore alle divinità protettive, chiamate in acadiano Kuribu, o Karubu (la probabile origine di Kerubh e Kerubhim), raffigurate come tori alati, leoni o sfingi alate, con corpo animale e volto umano di proporzioni colossali. Queste divinità protettive erano i comuni custodi di templi e tombe, dove si possono ancora vedere simili statue.

Tra queste divinità pagane e l’ebraico Kerubh, Kerubhim, non c’è niente in comune eccetto forse il nome, e una somiglianza di doveri, ma di un ordine maggiore. Nella Sacra Scrittura, i Cherubini vengono rappresentati come custodi celesti e protettori di luoghi e oggetti sacri. I Cherubini sono i primi fra tutti gli altri angeli ad essere menzionati nella Bibbia: “E il Signore Dio… pose davanti al giardino dell’Eden i Cherubini, e la fiamma della spada folgorante, per custodire la via all’albero della vita”.




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