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Fulton Sheen: chiacchieri solo o fai davvero l’amore?

RAGAZZA, RAGAZZO, SUSSURRO
Shuttertstock
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Coloro la cui conoscenza del sesso non è stata sublimata nel mistero dell’amore, e che sono quindi i più frustrati, ne parlano tantissimo

Una donna non può amare un uomo se non lo conosce almeno un poco. Il “presentatemelo” è appunto l’esigenza preliminare di quella conoscenza che precede l’amore. Anche la “fanciulla dei suoi sogni” idoleggiati dal giovincello ha bisogno d’essere costruita in base ad alcuni frammenti di conoscenza. Ciò che è ignorato non è amato.

Perfino negli animali l’amore ha inizio da quella conoscenza che procede dai sensi, ma la conoscenza dell’uomo viene dai sensi e dall’intelletto insieme. È come l’amore proviene dalla conoscenza, così l’odio proviene dalla mancanza di conoscenza. Il bigottismo è frutto dell’ignoranza. Sebbene all’inizio la conoscenza sia la condizione dell’amore nelle sue ultime fasi l’amore può accrescere la conoscenza.

Un marito e una moglie che abbiano vissuto molti anni insieme hanno un nuovo genere di conoscenza reciproca che supera in profondità qualsiasi parola detta, o qualsiasi indagine scientifica: è la conoscenza che nasce dall’amore, una specie di percezione intuitiva di ciò che è nella mente e nel cuore dell’altro. Può darsi che noi amiamo più che non conosciamo. Una persona semplice in buona fede può amare Dio più di quanto non lo ami un teologo e avere, quindi, una comprensione più affinata che non quella degli psicologi riguardo ai modi in cui Dio agisce sui cuori degli uomini. La sola bontà, isolata dalla conoscenza, non solleciterebbe l’amore; bisogna prima che sia proposta alla mente e compresa come bene.

La conoscenza può essere tanto astratta che motiva. La geometria è una conoscenza astratta, ma la conoscenza del sesso è una conoscenza emotiva. Un triangolo isoscele non suscita passioni, ma la conoscenza sessuale può suscitarli. Coloro che invocano un’educazione sessuale indiscriminata per prevenire le promiscuità dei sessi dimenticano che, a causa delle incidenze di carattere emotivo, la conoscenza del sesso può indurre disordini sessuali.

Si obietta che se nessun uomo sapesse che in una casa c’è la febbre tifoidea, gli passerebbe la voglia di andarci. Giusto; ma la conoscenza del sesso non è la conoscenza della febbre tifoidea. Nessuno prova una passione ” tifoidea” che lo induca ad abbattere le porte della quarantena, mentre l’essere umano sperimenta una passione sessuale che ha bisogno di controllo. Una delle ragioni psicologiche per cui le persone per bene rifuggono dalle volgari discussioni sul sesso e che questa forma di conoscenza è per sua natura incomunicabile. Tanto personale è il suo metodo di comunicazione che i due interessati sono riluttanti a generalizzarlo. Esso è troppo sacro per venir profanato.

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È una realtà psicologica che coloro la cui conoscenza della vita sessuale sia incanalata nel matrimonio e in un unico amore sono i meno proclivi a ritirarla dal chiuso del loro intimo mistero per trasportarla nel campo della pubblica discussione. E non perché il sesso li abbia delusi, ma perché esso si è trasformato nell’amore, e due creature soltanto possono condividerne i segreti. D’altra parte, coloro la cui conoscenza del sesso non è stata sublimata nel mistero dell’amore, e che sono quindi i più frustrati, sono proprio quelli che incessantemente sentono il bisogno di parlare di questi argomenti. I mariti e mogli le cui unioni sono caratterizzate dall’infedeltà sono i più loquaci in materia sessuale, mentre i padri e le madri che hanno avuto un matrimonio felice non ne parlano mai. La loro conoscenza, infatti, si è mutata in amore, per cui non sentono il bisogno di chiacchierarne. Coloro invece che presumono di intendersi profondamente di sesso, in realtà non sanno nulla del suo mistero, perché altrimenti non sarebbero così loquaci in materia.

da Fulton Sheen, Tre per sposarsi (libro distribuito dal Centro Missionario Francescano, per richiederlo: laperlapreziosa@libero.it )

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