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Quando la madre è morta le figlie atee hanno trovato una sorpresa nella sua agenda…

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“Aveva scritto sulla sua agenda le parole per consolarci. Mia sorella ed io orgogliosamente atee, come avremmo fatto a superare l’orrore della sua morte?”

Quando la mia mamma è morta di sla, mia sorella ed io abbiamo trovato la sua agenda. In continuazione, e con una frequenza sempre maggiore, c’erano scritte le righe:

Se mi ami non piangere.
Se tu conoscessi il mistero immenso del cielo
dove ora vivo;
se tu potessi vedere e sentire
ciò che io vedo e sento in questi orizzonti senza fine,
e in quella luce che
tutto investe e penetra,
non piangeresti.
Sono ormai assorbito dall’incanto di Dio,
dalla sua sconfinata bellezza.
Le cose di un tempo
sono così piccole e me
schine al confronto.
Mi è rimasto l’affetto
per te, una tenerezza
che non hai mai conosciuto.
Ci siamo visti e amati nel tempo:
ma tutto era allora fugace e limitato.
Ora vivo nella serena speranza
e nella gioiosa attesa del tuo arrivo tra noi.
Tu pensami così.
Nelle tue battaglia, orièntati
a questa meravigliosa casa
dove non esiste la morte e do
ve ci disseteremo insieme,
nell’anelito più puro e più intenso,
alla fonte inestinguibile
della gioia e dell’amore.
Non piangere, se veramente mi ami

Sant’ Agostino.

Leggi anche: La lezione di Padre Modesto Paris, morto per la Sla: amo la vita, anche con la malattia

La scrittura di mia madre è diventata sempre più incerta, all’inizio riportava tutti i versi alla fine solo il primo, scritto con una grafia grossa e sbilenca. Poi l’agenda si è arrestata: scrivere era troppo faticoso, anche se è riuscita a farlo quasi fino alla fine, fortunatamente perché aveva perso la parola. Aveva scritto sulla sua agenda le parole per consolarci. Mia sorella ed io orgogliosamente atee, come avremmo fatto a superare l’orrore della sua morte?
Questi versi sono ovunque attribuiti a Sant’Agostino, in realtà non sono propriamente suoi. Padre Perico li ha “assemblati” riunendo concetti e parole di Sant’Agostino.
Ora che sono ritornata, ho finalmente capito pienamente quei versi.
Questi versi li ho messi nei miei libri, volevo rappresentarli.
Sono in tutti i miei libri, ma soprattutto in Arduin il rinnegato, nelle ultime righe.
Questa è la straordinaria potenza della letteratura fantastica. Noi fingiamo di parlare di elfi e nani, e in realtà stiamo raccontando gli affari nostri.

QUI IL LINK ALL’ARTICOLO ORIGINALE

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