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Tutti i pesi che una madre profuga può portare

DONNA, GIAVA, LEGNA
Shutterstock
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A Giava come nel resto del mondo, quando la violenza sparge morte e distruzione mamme anche gracilissime mantengono intatta la virtù della fortezza

Il giorno dopo, col capo della comunità cattolica, un cinese che gestisce una grande panetteria, andiamo a visitare un campo profughi giavanesi. Una mamma racconta: “Siamo stati costretti a lasciare là, sulla collina, la piantagione di aranci già pronti per la raccolta; anche i fagioli già maturi ora stanno marcendo. Comunque gli OTK sono stati gentili. Ci hanno detto in belle maniere di lasciare ed andarcene… “. “Signora, non abbia paura di dire la verità. Io non appartengo agli OTK”.
Voglio raccogliere dati precisi riguardo al numero dei capi famiglia presenti nel campo, ma non dico che sono venuto per dare un aiuto per evitare imbrogli. Fingo di essere serio, ma in realtà vorrei abbracciare quei bimbi dal volto malnutrito, vorrei mostrare affetto a quelle mamme e ragazze dai capelli e vestiti involontariamente trascurati da settimane. Sono 255 i capi famiglia. Decido di dare 200 mila rupie ad ogni famiglia.

DONNA, SORRISO, GIAVA
Shutterstock

Uno spiraglio di carità

Dal conto in banca del dirigente cattolico cinese, mi faccio prestare 51 milioni di rupie, che lo stesso pomeriggio distribuiamo ordinatamente ad ogni capo famiglia, chiamandolo per nome. La sorpresa e la gioia di questi fratelli profughi è grande, anche se momentanea, data la cruda realtà con cui devono ancora fare i conti. L’offerta di denaro potrà aiutarli a programmare un viaggio ai campi profughi presso Medan, nella provincia attigua, in una terra più amichevole, lontano dagli OTK e dai guerriglieri.

Leggi anche: E’ femmina? Fiocco rosso sangue: la strage di bambine in India, prima e dopo la nascita

Al momento di lasciare il campo, l’affetto e la riconoscenza dei profughi è grande e mi dimentico perfino del debito appena contratto di 51 milioni.
Tra i tanti brutti ricordi di questa terra di Aceh, queste persone ricorderanno anche un gesto di carità e di solidarietà compiuto nel nome di Dio. Non posso fermarmi oltre: urge ripartire, prima che arrivino gli OTK ad esigere “la loro parte”!

QUI IL LINK ALL’ARTICOLO ORIGINALE

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