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Nessun accordo con gli scafisti. Così sono cadute le inchieste contro le navi delle Ong 

AFP/EAST NEWS

Gelsomino Del Guercio - pubblicato il 15/08/18

2) Ragusa

Archiviata la vicenda Proactiva Open Arms, l’Ong spagnola finita al centro dell’attenzione a metà marzo, dopo la decisione della procura di Catania di porre sotto sequestro l’imbarcazione impegnata nel salvataggio di 218 migranti nel Mediterraneo. Decisione, quella del procuratore etneo, accompagnata dall’ipotesi di reato non solo di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina ma anche di associazione a delinquere.

A distanza di quasi tre mesi la situazione è decisamente cambiata. Prima con l’accusa dei pm catanesi rigettata dal gip del tribunale di Catania e poi con la scelta dell’omologo ragusano – chiamato a pronunciarsi sulla questione, dato che lo sbarco incriminato si è verificato a Pozzallo (Ragusa) – di restituire la Open Arms all’organizzazione in quanto l’Ong, nell’essersi rifiutata di lasciare il soccorso dei migranti alle autorità libiche, avrebbe operato tenendo conto dell’assenza di porti sicuri nel paese nordafricano.

Sequestro “non giustificato”

A quest’ultimo convincimento, la procura di Ragusa ha opposto, a maggio, il ricorso al Riesame, ma anche in questo caso i giudici hanno sottolineato come nel comportamento degli spagnoli non ci siano elementi tali da giustificare il ripristino del sequestro (8 giugno, Meridionews).

Da parte loro, però, gli inquirenti continuano a pensare che nell’operato della Ong possano configurarsi reati: sono stati fatti sequestrare i telefonini del comandante della nave e del capo missione. Apparecchi su cui prossimamente verrà fatta una perizia, che sarà messa a disposizione di entrambe le procure.


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Tags:
migranti
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