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Prendere il sole può aumentare il rischio di ammalarsi di tumore al seno?

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No: non esiste il rischio della malattia tumorale al seno a causa dell’esposizione al sole, sia nelle donne che sono sempre state sane, sia in quelle che in passato hanno già avuto il tumore.

Risponde Giovanna Gatti
senologa Istituto europeo di oncologia e Centri medici Santagostino (Milano) e scrittrice

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Gentile dottoressa, quest’anno sono molto indecisa sulle prossime vacanze estive. Io amo molto il mare, però si sente sempre più spesso parlare di melanomi e altri tumori causati dalla troppa esposizione al sole, quindi ho paura. E se il sole facesse venire il tumore al seno?
MARIA GIORGIA PICCOLO (FIRENZE)

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Esistono domande la cui frequenza è altissima: esprimono dubbi che nascono nella mente e non se ne vanno facilmente. Il medico esiste anche per questo: ha l’obbligo (lo ha scelto) di rispondere alle domande. Il benessere è un insieme di corpo fisico, emozioni, aspettative e adattamento alla realtà: portarsi dietro questioni irrisolte non favorisce l’equilibrio.
Una domanda comune è se prendere il sole faccia venire il tumore al seno. La risposta è no: non esiste il rischio della malattia tumorale al seno a causa dell’esposizione al sole, sia nelle donne che sono sempre state sane, sia in quelle che in passato hanno già avuto il tumore.
Il dubbio nasce dalle comunicazioni scientifiche che mettono in relazione il sole con qualche forma di tumore: in realtà, si allude ad alcuni tumori della pelle in persone che si espongano in modo continuativo e molto prolungato ai raggi solari senza protezione. Un’altra origine possibile per il dubbio di cui stiamo discutendo è l’indicazione dei medici ad alcune donne in cura per un tumore al seno: state attente al sole. Il consiglio dipende da due fattori: la radioterapia e alcuni farmaci.
Le pazienti che stanno ricevendo radioterapia dovrebbe proteggere la pelle nell’area irradiata con creme a protezione molto alta e con un tessuto che ripari, e dovrebbero evitare di esporsi a lungo nelle ore più calde della giornata: vale per i giorni della radioterapia e per qualche settimana dopo, non per sempre. Alcune terapie farmacologiche aumentano la fotosensibilità (sensibilità della pelle alla luce del sole): sono sempre i medici a indicare quali siano questi farmaci e quali donne debbano proteggersi con le medesime procedure elencate sopra.
Al di fuori di casi specifici, prendere il sole con una buona protezione aumenta la produzione di vitamina D, preziosissima per le ossa: chi si sottrae al sole non solo non esercita alcuna prevenzione per il seno, ma riduce un meccanismo fisiologico che, andando avanti con l’età, protegge dall’osteoporosi.

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