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“Ammazza il feto” è un videogioco, in Argentina. La legge che vieta l’aborto, un fatto

DOOM BABY FETUS

Doom Baby Fetus

Paola Belletti - pubblicato il 09/08/18

La legge per la legalizzazione dell'aborto fino alla 14° settimana al voto ieri al Senato argentino è stata respinta! Hanno vinto i fazzoletti azzurri. A questo punto anche il rilascio dell'orrido videogame la cui mission è sconfiggere preti e suore e ammazzare un feto gigante perde molta della sua ferocia ma mantiene inalterato l'orrore

Il tema è la legalizzazione dell’aborto in Argentina. Sfacciatamente favorita dai media e fortemente voluta dal fronte abortista o pro choice che dir si voglia. Ma non abbastanza fortemente a quanto pare! Sì, quello che si sperava accadesse in Irlanda a maggio di quest’anno o in Italia nel lontano ormai 1978 è successo davvero in Argentina.

La legalizzazione dell’abortoè stata storicamente respinta da 38 deputati contro 31, preferendo salvare “entrambe le vite” -secondo lo slogan dei pro-life argentini (…) (UCCR)

ARGENTINA

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Non ne parlano ancora i media che speravano in tutt’altro esito e anzi nelle immagini dei servizi sul voto continua a prevalere lo sventolio dei fazzoletti verdi, quelli dei pro aborto, quelli che sono riusciti con l’inganno a rifilarne uno anche al Papa. Eppure è stata proprio la chiesa argentina, con la sua Conferenza Episcopale, che attingendo a piene mani alle parole di Papa Francesco, celebrando messe e mantenendo compatto il fronte del no all’aborto ha permesso la vittoria del sì alle vite, tutte e due, madre e figlio. Ha difeso “gli scartati”, secondo un’espressione inconfondibilmente bergogliana.

Alla luce di questa notizia allora la vicenda del videogame Doom Fetitoha un sapore diverso, sebbene pur sempre acre e disgustoso.

La causa dell’aborto non poteva conoscere frontiere, avrà pensato Florencia Rumpel, l’attivista argentina che ha rilasciato a metà luglio scorso il videogame programmato da autodidatta scaricabile per Windows, macOS e Linux, sbarcando così anche nella realtà virtuale (non delle più evolute ma perdoniamoglielo, è tanto volenterosa ma pur sempre una non professionista della programmazione).




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Racconta con un entusiasmo che non vuole celare che è stata ispirata dal movimento pro-life e in particolare da una grande sagoma di cartone che rappresentava un feto di 20 settimane portata a braccia lungo uno dei tanti e affollati cortei (e quanti potranno mai essere questi invasati di cattolici?).

E’ vero le è parso strano vedere questa scena però grazie pro-life, siete davvero inspiring people. Ecco allora il frutto di tanto zelo:

“Doom Baby Fetus” appartiene al genere dei videogiochi DOOM, quelli tipo”sparatutto” con la visuale del giocatore in prima persona. Doom significa proprio condanna e ammazza, fai fuori.

Sulla pagina dedicata la Rumpel così spiega il contest (traduzione google translate)

Contesto per i giocatori internazionali Al momento l’aborto è un’area legale grigia in Argentina. Gli aborti possono essere eseguiti solo se la gravidanza può danneggiare la salute del genitore o in caso di stupro. Se sei incinta in Argentina e desideri abortire, rischi di affrontare il carcere.

Se la procedura non viene eseguita correttamente, rischi di infortunarti o addirittura di morire. Tonnellate di donne muoiono ogni anno in Argentina perché l’aborto non è legale in tutti i casi.  Dal momento che questo fa schifo, il femminismo sta spingendo per l’aborto legale in tutti i casi da sempre ed è stato ignorato fino a poco tempo fa. Merda è strano. No, sul serio. Non posso sottolineare abbastanza questo. MERDA E’ STRANO. A febbraio un talk show locale ha ospitato un dibattito sull’aborto con relatori femministi. Ha colto tutti di sorpresa, ma ha anche fatto parlare tutti dell’aborto. Più tardi quel mese, il presidente argentino Mauricio (fascista e misogino bastardo) Macri (gatto) concordò che era necessario avere un dibattito sull’aborto. Non abbiamo ancora aborti legali, badate bene, ma comunque. Avanziamo rapidamente fino al 25 marzo e riceviamo una protesta orchestrata dai settori più conservatori della società argentina per impedire che l’aborto diventi legale. Le persone che hanno marciato sono state: Una donna la cui tattica per fermare l’aborto è quella di regalare piccoli bambini di plastica. Questa donna è la figlia dello strato di Videla. Videla era un dittatore nella dittatura più macabra dell’Argentina.
Attuali neo-nazisti.
Cattolici (credenti, sacerdoti, suore, etc) (dal sito Rumpel itch)

Scopo del gioco? Procurarsi una sostanza, il misaprostolo, che induce l’aborto per sconfiggere i preti cattolici, polizia pseudo-nazista e invasate donne pro-life e arrivare ad uccidere “il boss”: lui, Fetito.

E per quanto il feto sia presentato come mostruoso, come il cattivo da sconfiggere (la cosa vi verrà confermata in caso di missione compiuta con un messaggio che recita:  “Hai sconfitto fetito! Corri a dare il misoprostol a tutti coloro che ne hanno bisogno, così potranno batterlo anche loro!”) visto così grande e fatto oggetto di una spietata caccia all’uomo appare ancora di più nella sua verità: è vivo, è un essere umano. Altrimenti come si potrebbe accopparlo?


Jeremiah Thomas

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Una bella prova di eterogenesi dei fini, a ben guardare. Ma non sappiamo se, accecati di rabbia per la delusione delle loro aspettative, i sostenitori dell’aborto libero sapranno trarne le dovute conseguenze. In attesa che vengano anche loro a più miti consigli possiamo confidare nell’azione della legge del governo argentino.

Tags:
abortoargentinapro life
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