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Per evitare la prigione accetta di fare il Cammino di Santiago

PIELGRZYM NA CAMINO
Shutterstock
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Il 25 luglio, un tribunale di Venezia ha commutato la condanna di un giovane reo perché ha accettato di andare in pellegrinaggio a Santiago de Compostela

Un 15enne italo-nordafricano è stato arrestato dopo aver commesso alcuni crimini sotto l’effetto della droga. In una serie di eventi più unica che rara, il giudice non ha mandato il ragazzo in prigione, proponendogli, qualche mese prima che comparisse davanti a un tribunale, di recarsi in pellegrinaggio a Santiago de Compostela.

L’accusato è stato d’accordo e si è messo in cammino. Dopo che il ragazzino aveva percorso a piedi 1.500 chilometri fino al santuario spagnolo di Santiago de Compostela, il giudice ha ritenuto che avesse applicato fedelmente una sentenza di reinserimento unica e originale. Una storia sorprendente di reintegrazione e sviluppo personale.

Pellegrinaggio o prigione

Si sa poco del giovane. Nato in Nordafrica ma di nazionalità italiana, proviene da una famiglia difficile. È caduto rapidamente nella dipendenza dalle droghe e ha iniziato presto ad accumulare problemi con la giustizia. Quando si è presentato di nuovo per un caso più grave dei precedenti, il giudice ha avuto l’idea di affidarlo a Lunghi Cammini, un’associazione italiana nata da poco a Mestre che offre ai giovani con difficoltà l’opzione di camminare come mezzo di reinserimento sociale.

Il ragazzo ha dovuto fare all’inizio un corso di adattamento al mondo del lavoro professionale. Ha anche fatto volontariato all’interno dell’associazione, con risultati convincenti. Dopo alcuni mesi, in collaborazione con il dipartimento di assistenza sociale del Tribunale di Venezia, l’associazione ha deciso di preparare un programma speciale per lui perché potesse rispettare la sentenza in un modo inaspettato.

Leggi anche: L’esperienza brasiliana che rivoluziona il sistema carcerario

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