Non vuoi fare nessuna donazione?

Ecco 5 modi per aiutare Aleteia

  1. Prega per il nostro team e per il successo della nostra missione
  2. Parla di Aleteia nella tua parrocchia
  3. Condividi i contenuti di Aleteia con amici e familiari
  4. Disattiva il tuo AdBlock quando navighi nel nostro portale
  5. Iscriviti alla nostra Newsletter gratuita e non smettere mai di leggerci

Grazie!
Il team di Aleteia

Iscriviti alla Newsletter

Aleteia

Il convento francescano sul Fiume Giordano riapre dopo 50 anni dalla chiusura? (FOTO)

MONASTERY JORDAN
Custodia Terrae Sanctae
Condividi

Il convento francescano sul Fiume Giordano era stato chiuso in tutta fretta nel 1968. Pochi giorni fa, nel corso dei lavori per sminare l’area, un frate francescano della Custodia di Terra Santa vi è rientrato per la prima volta. Lo ha fatto su richiesta dell’associazione Halo Trust, da tempo impegnata a rimuovere le mine sulla sponda occidentale del fiume, dove si colloca l’episodio del Battesimo di Gesù.
Dal 1967, come effetto della guerra tra Israele e Giordania, l’intera area fu chiusa a pellegrini e turisti, per divenire un enorme campo minato (55 ettari) e zona militare. Solo nell’anno 2000 per la visita di Papa Giovanni Paolo II in Terra Santa fu aperto un piccolo accesso e poi nel 2011 le Autorità Israeliane ripulirono una piccola parte del terreno per renderlo accessibile ai pellegrini.

Da gennaio 2018 Halo Trust ha sminato a poco a poco tutti i territori che appartengono a otto chiese cristiane: cattolica, greco-ortodossa, armena, copta, etiopica, rumena, siriaca e russa.
Il 9 luglio è stata la volta del terreno dei francescani, che rappresentano la chiesa cattolica. Si è proceduto allo sminamento dalla strada principale verso la chiesa, intorno alla chiesa e dentro alla chiesa. Non è stato trovato nessun materiale sospetto nella chiesa e nel convento, ma gli operatori di Halo Trust hanno chiesto la rimozione di tutti gli oggetti.

“Il 16 luglio sono entrato nel convento – racconta Fr. Sergey Loktionov -. Abbiamo trovato cose che appartenevano ai frati: paramenti sacri, arredi liturgici, candelabri, libri, altare portatili. Sembra che i frati siano usciti in fretta, perché anche il registro delle messe dei pellegrini era stato lasciato sul tavolo del refettorio con la matita dentro”. L’ultima messa registrata è stata quella del 7 gennaio 1968, celebrata da un gruppo proveniente dalla Nigeria. “Anche nella cucina abbiamo trovato oggetti di uso quotidiano: pentola, bollitori, posate, bevande”, continua Fr. Sergey. Portati via anche una serie di altari portatili, usati dai pellegrini per celebrare vicino al fiume. Il francescano riferisce che entro la prossima Epifania, in cui di solito ci si reca al Giordano per festeggiare il battesimo del Signore, le chiese dovrebbero rientrare in possesso dei rispettivi territori.

Secondo i ricordi storici, i Francescani compiono il pellegrinaggio annuale a questo sito almeno dal 1641. Nel 1932 la Custodia di Terra Santa acquistò quel terreno, dove costruì la chiesa, benedetta poi nel 1956.

 

QUI L’ORIGINALE

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni